Covid, nuovo studio: gli antinfiammatori sono la soluzione?

Francesca Naima
  • Appassionato di Medicina e Salute

Dopo quasi tre anni è ancora difficile capire esattamente tutto ciò che riguarda il Covid. Motivo per cui gli studi e le ricerche continuano, ed è ora stata diffusa una ricca revisione che attesta come una diminuzione significativa delle ospedalizzazioni sia possibile, grazie alla somministrazione di antinfiammatori.

Covid, nuovo studio: gli antinfiammatori sono la soluzione?

Su The Lancet Infectious Diseases è stato pubblicato un ricco lavoro effettuato da parte dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Si tratta di mettere in atto una nuova terapia in questo caso a base di antinfiammatori con il fine di ridurre significativamente il rischio di ospedalizzazione per le persone che contraggono il Sars-Cov-2.

L’ampio lavoro recentemente diffuso i cui autori sono Giuseppe Remuzzi, Fredy Suter, Norberto Perico e Monica Cortinovis si basa sull’analisi minuziosa di diversi studi pubblicati su riviste scientifiche di spicco ed effettuati tra il 2020 e il 2021.

Con un totale di cinquemila pazienti presi in esame e un’ampia consultazione con la comunità scientifica, gli studiosi sono arrivati alla conclusione che la vera problematica non sia il virus in quanto tale, bensì la flogosi (cioè l’infiammazione) che ne deriva.

Dunque, secondo ciò emerge dal ricco lavoro di revisione recentemente pubblicato su The Lancet Infectious Diseases, grande efficacia avrebbe la messa in atto di una terapia a base di antinfiammatori, specialmente i Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS).

Covid: dai primi sintomi somministrare FANS blocca l’infezione

Covid, nuovo studio: gli antinfiammatori sono la soluzione?

Secondo quanto emerge dallo studio sopracitato, somministrare antinfiammatori ai pazienti ambulatoriali con i primi sintomi del Covid-19 avrebbe grandi benefici evitando tra l’altro il progressivo peggioramento dell’infezione e dunque evitando l’ospedalizzazione.

Specialmente con l’utilizzo dei FANS, dalle ricerche e dagli studi effettuati, si attesta che sarebbe possibile arrivare a una riduzione del 90% e oltre del periodo di degenza e delle spese delle cure in generale.

I sintomi diminuiscono e sono meno duraturi, da quanto attestano i risultati ottenuti anche da un altro studio di coorte condotto su più di 200 pazienti ambulatoriali. Rimane comunque essenziale approfondire – come chiariscono gli stessi autori – quel che già sembra un percorso ottimo per la salute e assai conveniente a livello  economico e per un funzionamento più scorrevole della macchina sanitaria.