Come curare la colite con l’alimentazione

Se soffri di sindrome del colon irritabile, un disturbo conosciuto dai più come colite, sai bene come ci si sente; vediamo insieme come rimediare a questo disturbo assumendo più fibre.

Image of unhappy woman suffers from stomachache after eating spoiled food, feels discomfort in belly, has disorder, wears casual clothes, models against pink background. Painful disease conccept

La pancia è sempre gonfia, fa male e si passa da periodi con crisi di diarrea ad altri di stitichezza. E non c’è farmaco che serva, tanto che quasi tutte, passano da un medicinale all’altro nel tentativo di curarsi, ma senza benefici che durino nel tempo. Non è il caso di disperarsi!

Uno studio italiano ha confermato definitivamente la validità della fibra di gomma di guar, che ha un effetto positivo sull’intestino. Dati alla mano, il 90% di chi assume quotidianamente questa sostanza, ha in tre mesi una risoluzione dei sintomi, compreso lo stato di ansia.   La fibra di polvere di guar esiste in due versioni: liquida da sorseggiare alla mattina a colazione, oppure in polvere insapore, da aggiungere agli alimenti, entrambe ugualmente efficaci.

Proteggi la flora intestinale

Sì anche ai probiotici che rappresentano un aiuto in più per prevenire gonfiori intestinali e stitichezza. Le ricerche in laboratorio hanno confermato che in particolare il Lactobacillus casei Shirota è in grado di mantenere bilanciata la microflora intestinale e di potenziare il sistema immunitario intestinale.

“Un’altra terapia, la cui efficacia è confermata da studi, è quella con l’acqua minerale naturale”, interviene Dino Vaira, professore associato del dipartimento di gastroenterologia e medicina interna dell’Università di Bologna. “Bisogna però seguire un ritmo ben preciso. Ne va sorseggiato un litro tra le nove e mezzogiorno, a piccolissimi sorsi, e altrettanto va fatto nel pomeriggio, tra le 15 e le 18”.

Curare la colite a tavola

Healthy food on a heart shape cutting board
Anche l’alimentazione ha un ruolo chiave nella risoluzione del problema. Uno studio italiano, condotto per tre anni, ha dimostrato che per tenere sotto controllo la sindrome del colon irritabile senza ricorrere eccessivamente ai farmaci bisogna imparare a seguire delle precise regole alimentari

“La dieta per contrastare la sindrome del colon irritabile, oltre a far stare bene, aiuta a sgonfiarsi e a perdere addirittura una taglia”, sottolinea il professor Vaira.

“Lo schema alimentare deve però essere personalizzato, sulla base delle indicazioni del paziente. Per questo è necessario segnare su un’agenda per un paio di settimane prima dell’appuntamento con il gastroenterologo, tutto quello che si mangia e quando vengono le crisi”.

Ci sono però delle regole alimentari che valgono per tutti e che puoi iniziare a mettere in pratica fin da subito. Devi innanzitutto abolire tutti gli alimenti che richiedono tempi lunghi di digestione e quelli che aumentano lo stato di infiammazione all’intestino.

Stiamo parlando in particolare di cibi che contengono il lievito, come il pane, le brioche, le merendine e i biscotti. Devi evitare anche tutte quelle sostanze che hanno un’azione eccitante sull’intestino, come caffè, tè, bevande a base di cola, cioccolato.

E, anche se è un sacrificio che ti pesa, non mangiare carni grasse, formaggi stagionati, insaccati, frutti di mare e spezie. Fai attenzione anche a quei cibi che possono peggiorare i sintomi. Naturalmente si tratta di fare un’autoanalisi delle proprie abitudini. In linea generale, sono i fagioli tra i legumi, le patate e le melanzane, per quanto riguarda le verdure e le castagne.

Tra i cibi potenziali “colpevoli” dei disordini gastrointestinali potrebbero esserci anche cipolle, sedano, carote, cavoli e cavoletti di Bruxelles, spinaci e carciofi, albicocche, banane, prugne,  pere e pesche.