Ansia da prestazione: cos’è e come affrontarla

Arianna Preciballe
  • Appassionato di Medicina e Salute

Con la consulenza del prof. Andrea Castiello d’Antonio, psicologo e psicoterapeuta ecco alcuni consigli per combattere l’ansia da prestazione, che rischia di rovinare molti momenti importanti della nostra vita.

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Finalmente l’occasione giusta: un colloquio di lavoro che potrebbe cambiarci la vita, una competizione sportiva da sostenere, un nuovo progetto lavorativo da presentare, una prova professionale da affrontare.

È la nostra grande opportunità. È il momento per tirar fuori le nostre qualità. Ma all’improvviso la tensione ci assale e la paura di non essere all’altezza e l’ansia di non riuscire a dare il meglio di noi stessi ci paralizzano.

Una situazione comune a tanti che ogni giorno si trovano ad affrontare l’ansia da prestazione.

“Questo tipo di disturbo è denominato anche “ansia da palcoscenico” e ciò sta ad indicare un elemento importante: la situazione ansiosa si sviluppa quasi sempre in una situazione sociale, in una situazione in cui è almeno presente un’altra persona nelle vesti di osservatrice, spettatrice, partner, e potenziale o reale giudice.

Il problema forse più rilevante è che nel momento in cui si è sperimentata una situazione ansiosa acuta nel contesto dell’esecuzione di un compito emotivamente centrale per la persona, tale esperienza getta sul futuro la sua colorazione negativa, attivando l’aspettativa di rivivere situazioni simili. Ciò può condurre la persona ad evitare le situazioni che hanno scatenato l’ansia da prestazione, o ad affrontarle con timori e paure anticipatorie sempre più forti e opprimenti; tali timori, spesso, sono una delle cause del ripetersi della situazione traumatica”.

Ma quali in che modo possiamo affrontare questo disturbo?

Ansia da prestazione: che cos’è?

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“L’ansia da prestazione è una particolare forma di ansietà, apprensione o timore diffuso, collegata ad un evento o a una situazione specifica nella quale si avverte un particolare “pericolo”: il pericolo di essere giudicati e di essere giudicati negativamente. Un certo grado di attivazione generale dell’organismo, nel momento in cui si viene confrontati con una prova, un ostacolo da superare, un “esame” in senso lato, è più che normale ed, anzi, utile: infatti, in tal modo, si attivano le risorse della persona la quale si prepara, appunto, a superare la prova, sia in termini psicologici, sia in termini fisiologici”.

Ansia da prestazione: quando si manifesta

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Sono due le tipologie di situazioni che possono favorire l’insorgenza dell’ansia da prestazione

“Tipicamente insorge nel momento in cui ci troviamo di fronte ad un compito inaspettato, nuovo, o particolarmente difficile e importante, o ancora sul quale investiamo una massiccia dose di aspettativa, desiderio, necessità. La situazione è quindi avvertita psicologicamente come qualcosa che “deve” andare bene, o il cui risultato determinerà in modo definitivo il futuro o una situazione altamente significativa.

Insomma, ci si pone in una situazione in cui è vietato non solo fallire, ma anche raggiungere un risultato men che modesto. Questa assoluta richiesta che è rivolta a se stessi provoca un livello di tensione interna talmente forte che, in senso figurato, si rivolge contro la persona stessa, determinandone il blocco totale.

L’altra situazione di insorgenza è rappresentata da una situazione “normale” che precedentemente non ha mai o quasi mai impegnato il soggetto a livello di emotività ansiosa, ma che improvvisamente innesca la situazione di angoscia. Tale evenienza è avvicinabile a ciò che prova una persona che ha sempre preso l’aereo senza problemi – anche con piacere – e da un momento all’altro, senza un motivo apparente, si trova chiuso nella cabina dell’aereo alle prese con un’esplosione di angoscia. I cosiddetti “attacchi di panico” si manifestano in questo modo”.