La cistite è un’infezione molto diffusa tra le donne, nel corso della vita circa il 20-30% delle donne ne soffrono almeno una volta. Uno dei momenti in cui si è più a rischio è l’estate, per questo è importate scoprire come proteggersi, e prevenire questa infiammazione.
Con la consulenza del dott. Stefano Salvatore, ginecologo, responsabile Uroginecologia presso l’IRCCS San Raffaele. La cistite è un’infiammazione della parete della vescica, dovuta alla presenza di batteri. Si tratta di un disturbo principalmente femminile: nel corso della vita, il 20-30% delle donne rischia di incappare almeno in un episodio, ma possono soffrirne anche bambini e anziani.
L’infiammazione, spesso determinata dalla stessa conformazione anatomica della donna, può essere soggetta anche a cause “estive”: il caldo, l’umidità o un costume bagnato indossato troppo a lungo.
Consigli di prevenzione e cura
Per affrontare la stagione in sicurezza, abbiamo fatto qualche domanda al dottor Stefano Salvatore, responsabile del Reparto di Uroginecologia presso l’IRCCS San Raffaele di Milano.
Come si manifesta la cistite? Il dottor Salvatore spiega:
“Questa patologia si manifesta con la necessità di urinare frequentemente (almeno 10-12 volte al giorno), bruciore durante e dopo la minzione, con la sensazione costante di non aver svuotato bene la vescica e, talvolta, con un dolore sovra pubico. Nei casi più gravi la cistite è accompagnata anche da perdite di sangue”.
Perché l’estate rappresenta una stagione a rischio?
“Il caldo, la sabbia, il mare e la piscina sono nemici della vescica, specie se la donna è predisposta all’infezione. Con il caldo aumenta la sudorazione e quindi si riduce la produzione di urina con conseguente maggior concentrazione di batteri. L’acqua di mare (contenente cloruro di sodio) e il cloro presente nelle piscine, alterano il pH vaginale, favorendo lo sviluppo e la proliferazione di germi in vagina, che possono colonizzare anche l’uretra”.
Inoltre aggiunge e conclude il dottor Salvatore:
“Le acque dei mari sono spesso ricche di batteri coliformi. Tenere il costume bagnato per diverse ore crea un ambiente umido, ottimale per la proliferazione batterica, così come il contatto con la sabbia determina micro traumatismi delle mucose genito-urinarie con ingresso di germi. Il cambio di ambiente e di alimentazione favorisce, inoltre, la comparsa di stitichezza, fattore di rischio per cistite“.








