Cistite: cause, rimedi e abitudini da evitare

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10/02/2021

Come curare la cistite grazie alla fitoterapia. Scopriamo cause e rimedi dell’infiammazione delle vie urinarie da non trascurare, con la collaborazione della dott.ssa Elisabetta Boncompagni, chimico e farmacista, docente in Farmacognosia presso l’Università degli Studi di Perugia e coordinatore scientifico di master in fitoterapia presso le Università di Trieste e di Madrid.


cistite 8Impellente necessità di minzione, diurna e notturna, accompagnata da bruciore e, spesso, da brividi di freddo: questi i primi segnali dell’infiammazione batterica della vescica. Ulteriore, sgradevole, avvisaglia è la sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica subito dopo essere andati in bagno. Una volta che gli agenti patogeni, attraverso l’uretra, raggiungono la mucosa interna, si moltiplicano, causando irritazione delle pareti vescicali e dolorosi fastidi nella zona sovrapubica. Se trascurata, l’infezione può raggiungere le alte vie urinarie, procurando una malattia infiammatoria, la pielonefrite, che intacca sia i reni sia la pelvi renale. Colpisce soprattutto le donne che tra i 20 e i 40 anni di età pare la contraggano almeno una volta nella vita.


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Le cause più frequenti

cistite 9Oltre alla familiarità, la malattia può essere innescata da diversi fattori, anche concomitanti tra loro, fisiologici e comportamentali. A facilitare l’esposizione alla patologia è anche un sistema immunitario debilitato a seguito di stress fisico o mentale, oppure da una terapia antibiotica aggressiva. Tra gli aspetti fisiologici, soprattutto nelle donne, troviamo la stitichezza, disturbo che comporta, tra l’altro, una potenziale contaminazione delle basse vie urinarie determinata dalla stasi persistente delle feci all’interno del retto. Inoltre, in fase di menopausa, la probabilità di soffrire di cistite aumenta per via della mancanza di estrogeni e, quindi, di una minore produzione di secrezioni vaginali. Ciò è dovuto proprio ad una alterazione fisiologica degli organi uro-genitali.

Le cattive abitudini

 La malattia trova terreno fertile nelle cattive abitudini. Prima tra tutte, quella di bere poca acqua: facilita il ristagno di urina nella vescica con un alto rischio di moltiplicazione batterica. Seguita dal trattenere l’urina per lunghi periodi di tempo,  comportamento che favorisce la risalita di batteri verso l’apparato urinario, causando i primi sintomi della patologia.

Tra le cause più probabili alla base dell’infiammazione alle basse vie urinarie vi è anche l’utilizzo per l’igiene intima di saponi aggressivi, la cui composizione tende a destabilizzare il normale equilibrio della flora batterica vaginale.

Non va escluso anche l’uso abituale di antimicrobici, tamponi ginecologici, creme spermicide e del diaframma contraccettivo. Difatti, tutti questi espedienti hanno un medesimo risvolto negativo: quello di favorire l’acidità vaginale e, di conseguenza, di agevolare l’aggressione batterica dall’ambiente esterno. Rischio, quest’ultimo, corso anche nel caso di numerosi rapporti sessuali in un breve arco temporale: l’accoppiamento, infatti, facilita l’ingresso di agenti patogeni nell’apparato uro-genitale.


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L’aiuto efficace della fitoterapia

cistite 11Prima di iniziare una terapia specifica è sempre bene capire lo stadio di gravità della malattia da una corretta diagnosi tramite un semplice esame di laboratorio o, secondo il parere dello specialista, una urinocoltura. Fermo restando il ricorso alla terapia antibiotica qualora lo specialista lo ritenesse opportuno, resta sempre valido il consiglio di bere molta acqua e seguire una dieta in bianco.

Quando combattere la cistite con la fitoterapia?

In generale, i rimedi naturali come l’uva ursina, cramberry o la pilosella sono consigliati per combattere i primi segnali della malattia. Invece, nel caso di cistite acuta e lì dove compaiano evidenti disturbi tipici della cistite (ad esempio indolenzimento nella zona sovrapubica, dolore durante l’atto di minzione, febbre) non è possibile rinunciare all’antibiotico, pur in abbinamento alla terapia fitoterapica, ma solo di supporto. Questo a dimostrazione del fatto che, secondo gli esperti del campo della fitoterapia, entrambi le tipologie di cure rispondono a diversi gradi della patologia e, pertanto, dovrebbero integrarsi e supportarsi a vicenda.

Tra le sostanze in grado di prevenire malattie ricorrenti di questo tipo, incluse le prostatiti, la più efficace è il mirtillo rosso o cranberry (Vaccinium macrocarpon). Grazie alle proprietà dei suoi frutti (principio attivo: proantocianidine di tipo A), viene ostacolata l’adesività dei batteri al rivestimento interno della vescica, facilitando, di conseguenza, la loro espulsione tramite la minzione. Se ne consiglia un uso regolare e prolungato sotto forma di capsule di estratto secco, assumendo almeno 36 mg di proantocianidine al dì; in alternativa si possono assumere 500-700 ml al giorno di succo di mirtillo rosso, suddiviso in due o tre razioni.

cistite 12Si può, invece, ricorrere all’uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi) per fronteggiare casi sporadici della malattia o quando ne notiamo i primissimi sintomi. Nelle foglie del piccolo arbusto è contenuto un principio attivo dalla valida azione antimicrobica e disinfettante (l’arbutina).  L’uva ursina è assunta in forma di capsule di estratto secco che garantiscono un apporto di almeno 120 mg al giorno di principio attivo per un massimo di 10-15 giorni, tempo sufficiente per capire se occorre, in alternativa, una terapia più aggressiva (ad esempio quella antibiotica).

Infine molto utili sono tutti quei rimedi naturali che facilitano la diuresi, come la betulla, la pilosella e la verga d’oro, che contribuiscono a ridurre il ristagno dell’urina all’interno della vescica. Con queste piante si può preparare un ottimo infuso diuretico e drenante, utilizzando complessivamente 2 grammi di erba (essiccata) ogni 250 ml di acqua. Si consiglia di consumarne 2-3 tazze al giorno, anche per lunghi periodi.