Chirurgia bariatrica cos’è e come funziona

Per i grandi obesi è spesso l’ultima scelta. E non c’è da stupirsene considerando il “peso” dei timori che accompagnano l’intervento di chirurgia bariatrica. Scopriamo quindi qualche dettaglio in più su questo intervento.

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Il primo timore è il grande punto interrogativo del risultato che apre la strada a una serie numerosa di dubbi e paure che fanno da cornice alla valutazione rischi/benefici.

Due nuove importanti pubblicazioni guidano oggi la decisione verso la soluzione che, stando ai dati riportati, svolge importanti effetti benefici a lungo termine nei pazienti che accettano di operarsi. È quanto emerge da due studi italiani che hanno la particolarità di essere i più a lungo termine condotti fino ad oggi a livello mondiale.

I risultati infatti confermano come i benefici della chirurgia bariatrica siano di gran lunga superiori ai rischi, e permangano per almeno 13 anni. Con un valore aggiunto: non riguardano solo il diabete, ma anche la pressione arteriosa e varie manifestazioni della malattia aterosclerotica.


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In particolare, i pazienti obesi con diabete dovrebbero essere informati sui benefici di questo tipo di terapia, come suggerito anche dall’International Diabetes Federation, dall’American Diabetes Association, dall’European Association for the Study of Diabetes, e dagli Standard Italiani di Terapia del Diabete.

Entrambe le ricerche sono state coordinate dal professor Antonio E. Pontiroli, docente di medicina interna dell’Università Statale di Milano e direttore dell’Unità Complessa di Medicina II dell’Ospedale San Paolo, in collaborazione con la Fondazione Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico, l’Ospedale San Raffaele e l’Istituto Clinico Sant’Ambrogio.

Gli studi condotti sull’intervento

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Nel primo, riportato sulle pagine di Cardiovascular Diabetology, sono stati esaminati un gruppo di pazienti, di cui una parte obesi, confrontandone poi i dati, con l’aiuto delle ASL delle Regioni di appartenenza, su le cause di morte, la comparsa di malattie cardiovascolari e di diabete e i nuovi ricoveri ospedalieri, con un monitoraggio esteso fino a 17 anni dalla prima visita, per una media di 14 anni.

Il risultato è che tra i pazienti operati la mortalità era ridotta del 60% e in modo simile nei pazienti con e senza diabete rispetto ai pazienti non operati; anche la comparsa di malattie si riduceva del 60% e i ricoveri ospedalieri erano dimezzati.


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Per il secondo studio, pubblicato su Surgery for Obesity and Related Diseases (organo ufficiale dell’American Society for Bariatric and Metabolic Surgery), sono stati coinvolti pazienti operati di bendaggio gastrico, di cui alcuni diabetici, insieme a un gruppo di controllo, anch’esso con alcuni diabetici, non operati ma trattati con terapia medica.

Si è trattato del primo studio a lungo termine di follow-up controllato su valutazioni cliniche, profilo metabolico  e progressione clinica delle complicanze del diabete e delle malattie cardiovascolari.

A distanza di 13 anni i pazienti operati mostravano ancora un peso inferiore a quello del momento dell’intervento, e rispetto ai casi di controllo presentavano minori valori di pressione arteriosa e riportavano più spesso un miglioramento del quadro glicemico; in particolare, il 55% dei pazienti diabetici operati riportava la scomparsa del diabete, contro nessun caso tra i controlli.

Inoltre, i pazienti operati avevano meno spesso placche ateromasiche (accumuli di grasso) alle carotidi (10% contro il 50% dei controlli), ed esibivano un miglioramento della funzionalità renale. Di estremo interesse, nessun nuovo caso di retinopatia diabetica negli operati, uno solo nei controlli.


Paolo Cesarotti
  • Nutrizionista
  • Laureato in Scienze biologiche con indirizzo Bio-Sanitario
  • Master in medicina d'urgenza
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