Cattiva digestione: cause e rimedi

Con la consulenza del prof. Maria Angelico, ordinario di gastroenterologia all’Università Tor Vergata di Roma e direttore dell’Unità di epatologia del policlinico Tor Vergata, parliamo di problemi legati alla cattiva digestione. Come si possono gestire?

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Vuoi digerire bene? Abbi cura del tuo fegato! Spesso, mal di stomaco, alito cattivo e amaro, gonfiore all’addome, cerchio alla testa che non dà tregua per tutto il giorno e sonnolenza dopo mangiato possono essere i segni che qualcosa non va per il verso giusto al fegato.

Questo organo è diviso in due parti (lobo destro e sinistro), situato sopra lo stomaco e sotto il diaframma. Le sue funzioni sono tantissime: produce sostanze importanti (come il colesterolo, la bile e numerosi enzimi), aminoacidi (componenti delle proteine), scompone le proteine e immagazzina i nutrienti.

Protagonista di tutti i processi di trasformazione delle sostanze nell’organismo, il fegato è l’organo chiave per lo smaltimento degli elementi nocivi (come pesticidi, farmaci, additivi).


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Fegato: attento ai rischi 

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Essendo il bersaglio degli elementi tossici alimentari e ambientali, il fegato può andare incontro a danni per abuso di alcol, ingestione di sostanze chimiche, attacco di virus e anche per una dieta sbagliata.

All’inizio, i disturbi possono essere leggeri e vaghi, come una digestione difficile. Poi, però, le cellule del fegato possono deteriorarsi e l’organo inizia a lavorare di meno: si riduce la produzione di enzimi e di bile, tanto che il cibo non viene utilizzato bene, e fanno la loro comparsa stanchezza e sovrappeso.

Con il tempo, si può avere la cicatrizzazione del tessuto del fegato, che conduce alla cirrosi epatica, una seria alterazione della struttura delle sue cellule, con ingrossamento dell’organo, aumento dei valori della bilirubina nel sangue e riduzione dei globuli rossi.

A volte, una cattiva digestione è la conseguenza di una steatosi: le cellule del fegato contengono del grasso che le fanno gonfiare, causando un aumento di volume dell’organo.

Anche se non si tratta di una vera e propria malattia e non esiste alcuna alterazione della sua consistenza o della sua superficie, spesso il fegato grasso è la conseguenza di una dieta sbagliata, troppo ricca di cibi grassi, e di un eccessivo consumo di bevande alcoliche.

Fegato: come curarlo

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La cura del fegato riguarda soprattutto l’alimentazione: oltre ad abolire le bevande alcoliche, è necessario limitare drasticamente il consumo di cibi grassi di origine animale e vegetale (come burro e margarina), dando la preferenza all’olio d’oliva.


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Assolutamente indispensabile anche ridurre la quantità di amidi nella dieta (pane, pasta, patate, riso), che forniscono la fonte principale delle calorie che poi vengono trasformate in grasso che si deposita nel fegato.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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