Capelli: nuova tecnica per combattere l’alopecia

Caduta eccessiva di capelli e diradamento possono trasformarsi, sia per gli uomini che per le donne, in un malessere tale da condizionare fortemente i rapporti con gli altri e la stima in sé stessi. Per fortuna, la ricerca medica in campo tricologico è in continuo aggiornamento.

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La più moderna novità per combattere l’alopecia androgenetica, cioè la comune calvizie, arriva dagli Stati Uniti e si chiama “PRP HT”, acronimo di Platelet Rich Plasma Hair Therapy , ovvero  terapia con plasma arricchito di piastrine.

Questa metodica è ormai entrata in medicina per curare diverse patologie e viene utilizzata in vari campi come in  traumatologia, chirurgia vascolare e maxillo-facciale, in ortopedia, in neurologia, in oculistica, nella  medicina e chirurgia estetica e in dermatologia.

“Lo scopo principale – spiega il prof. Leonardo Celleno, dermatologo presso Complesso Integrato Columbus, Università Cattolica di Roma – è quello di stimolare, tramite le piastrine, il rinnovamento di tessuti che, per età o malattie degenerative, si sono danneggiati. Per questo, viene spesso annoverata  fra le metodologie della cosiddetta medicina rigenerativa”.


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Le piastrine contengono, infatti, numerose sostanze, denominati fattori piastrinici, in grado di provvedere all’emostasi (cioè l’arresto del sanguinamento), ma anche di stimolare la crescita e la differenziazione delle cellule dei tessuti con cui vengono in contatto.

Questi fattori sono numerosi e hanno spesso funzioni specifiche. Tra i più noti ci sono il fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF) e il fattore di trasformazione della crescita (TGFß). Tali sostanze vengono liberate dalle piastrine  quando iniettate  o applicate  e permettono di  stimolare la rigenerazione dei tessuti danneggiati  come nel caso di lesioni dei tendini o dei muscoli, accelerando sensibilmente la guarigione dei tessuti.

La metodica della nuova tecnica

Blood Drive, Fairfax, Virginia 2018

“È molto semplice – spiega Celleno – :

“Si preleva un campione di sangue del paziente e, tramite centrifugazione, si separa una frazione di plasma molto ricco di piastrine. Questo viene, quindi, inoculato nel tessuto da trattare. Si procede anestetizzando la zona, sulla quale viene passato un “roller”, ossia una spazzola cilindrica munita di sottilissimi aghi per stimolare la cute. Infine, si inietta, attraverso degli aghi sottilissimi, il plasma ricco di piastrine. La metodica è sicura e, se ben condotta, non produce effetti  negativi significativi.”

Dopo due mesi ecco i risultati: 

“I risultati si cominciano a vedere dopo circa due mesi; il trattamento può essere ripetuto, ma non tutte le forme di cadute di capelli sono idonee a essere trattate con questa metodica che deve ancora confermare definitivamente la sua efficacia. È, perciò, importante rivolgersi al proprio dermatologo prima di sottoporsi a questo trattamento”.


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