Candidosi: cos’è e come curarla

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17/02/2021

Cos’è la candidosi e come intervenire. Questa infezione che colpisce gran parte della popolazione femminile è di origine endogena, provocata da microorganismi presenti nel nostro corpo che possono essere tenuti sotto controllo con un buon sistema immunitario.

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La candidosi, più comunemente nota come candida, è una delle più frequenti infezioni umane da funghi (micosi) ed è legata ad un sistema immunitario poco efficiente.

I sintomi sono inconfondibili e colpiscono senza preavviso: un prurito alla vagina e alle parti intime esterne, intenso e insopportabile che si accompagna a bruciore, dolore, arrossamento, a desquamazione della mucosa e a perdite bianche di una consistenza simile a quella del latte cagliato. È un disturbo molto diffuso di cui pressoché tutte le donne soffrono almeno una volta nella loro vita circa  il 5% svilupperà una forma ricorrente di infezione, più volte in un anno. Ne è responsabile un lievito (o più precisamente un fungo che è normalmente presente nella vagina) che si chiama candida albicans. Vive normalmente in vagina senza provocare alcun tipo di problema, ma alcuni fattori che alterano i delicati equilibri interni dell’ambiente vaginale, favoriscono la proliferazione di questo lievito che da “ospite” abituale e ben tollerato diventa un vero disturbo.


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Cause della candidosi

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Molti credono che la candidosi si possa contrarre solo attraverso i rapporti sessuali non protetti, ma questa è solo una delle cause”, spiega il professor Giovanni Menaldo, direttore dell’Istituto di medicina della riproduzione e psicosomatica di Torino. “Fra le ragioni più comuni ci sono le cure antibiotiche o cortisoniche protratte per lunghi periodi, le malattie che causano una diminuzione delle difese immunitarie, le variazioni ormonali legate alla gravidanza. Si può scatenare anche in chi indossa sempre indumenti intimi o pantaloni troppo stretti, oppure biancheria in fibra sintetica o in chi ha l’abitudine di portare i collant ‘a pelle’. Infine corre dei rischi chi ha una scarsa igiene intima, o viceversa utilizza detergenti troppo aggressivi per la mucosa, cioè con un pH superiore a 5,5.”

In presenza dei sintomi descritti (bruciore, dolore, arrossamento e perdite biancastre), può essere fatto un tampone vaginale per eseguire la diagnosi e ricorrere alle cure necessarie, attraverso antimicotici in grado di ripristinare la flora batterica, aumentare le difese immunitarie e ripristinare il ph vaginale e dei tessuti genitali.