Calo dell’udito: cause e rimedi

Se oltre una certa età ci sembra normale avere difficoltà di lettura, facciamo fatica a confessare un calo dell’udito. Eppure questa condizione è tutt’altro che rara. Vediamo infatti come contrastare il calo dell’udito dovuto all’età.

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Secondo un’indagine realizzata dal professor Roberto Bernabei (ordinario di Medicina interna e geriatria all’Università di Roma) con il supporto di Amplifon, oltre i 60 anni una persona su tre soffre di presbiacusia, la perdita dell’udito provocata dall’invecchiamento dell’orecchio e di tutto l’apparato. E l’incidenza sale del 60% nella popolazione sopra gli 85.

Una condizione che rischia di influenzare la qualità della vita. Oggi tornare a sentire è possibile: grazie a test diagnostici semplici e poco dispendiosi e soluzioni super tecnologiche e invisibili. Come conferma il professor Roberto Bernabei, professore di Medicina interna e geriatria all’Università cattolica del Sacro Cuore di Roma.


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Quali sono in una persona anziana le conseguenze dei problemi di udito? All’inizio, chi non sente bene trova difficile comprendere e conversare con familiari e amici. Poi non riesce ad ascoltare radio e televisione, soffre di isolamento e una diminuzione di interessi, a cui fa seguito una perdita di autostima. Se non curata, l’ipoacusia può causare disturbi dell’umore Inoltre, l’udito contribuisce a mantenere una postura e un’andatura stabili attraverso la percezione e l’identificazione degli stimoli che aiutano a localizzarsi e a orientarsi nello spazio.

Come si può intervenire?

Il successo dipende dalla precocità della cura. La soluzione migliore è sottoporsi a un esame audiometrico periodicamente dopo i 60 anni di età. In genere, la riabilitazione con apparecchi acustici è l’unica possibilità di terapia. La loro efficacia è ormai dimostrata da numerosi studi. Purtroppo, però, nonostante l’elevato livello qualitativo, il ricorso all’amplificazione è ancora limitato.

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Quali sono i principali progressi della medicina in questo campo?

Le vecchie protesi acustiche sono superate. Gli apparecchi di ultima generazione sono piccolissimi strumenti elettronici che ricevono, analizzano i suoni per poi riprodurli con un’amplificazione chiara, controllata e confortevole all’orecchio.

Il grande vantaggio è che sono modulabili in base alle necessità agendo così sui vari livelli di presbiacusia, dai cali lievi alla sordità profonda. Grazie alle nuove tecnologie infatti, sono in grado di adattarsi a tutte le esigenze, per offrire un’eccellente qualità del suono e un comfort uditivo mai avuto in passato.

Qualche nuova soluzione?

La tecnologia Ric, per esempio, consente di inserire un micro-altoparlante direttamente nel condotto uditivo, all’interno di una piccola cupola in silicone. Qui si attivano automaticamente software di ascolto che riducono il rumore di fondo.


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Un’altra grande innovazione riguarda l’uso della tecnologia bluetooth. Oggi è possibile sincronizzare automaticamente i segnali di tutti gli strumenti elettronici (come televisore, telefono o computer) senza bisogno di cavo o cuffie. In altre parole, si può ascoltare musica, guardare film o parlare al telefono senza interferenze con altre fonti sonore.