Automonitoraggio della glicemia: come farlo?

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Controllare la propria salute non significa essere malati, ma vuol dire avere cura e rispetto di se stessi. Questo è l’atteggiamento che ogni persona, in particolare se affetta da una patologia cronica come ad esempio il diabete, dovrebbe avere. L’automonitoraggio è una procedura quasi sempre semplice, ma al tempo stesso serio. Vediamo come funziona quella per il controllo della glicemia

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In presenza di diabete, l’automonitoraggio glicemico rappresenta un’arma efficace, che insieme alla terapia farmacologia e a una corretta e sana alimentazione, permette alla persona e al medico di valutare lo stato di salute.

Nel caso del paziente diabetico, sia di tipo I che di tipo II, consiste nella valutazione quotidiana dei valori della glicemia: il mantenimento di questo parametro nel range di normalità, permetterà al paziente di evitare spiacevoli complicazioni quali la retinopatia e la neuropatia.

Come viene effettuato l’automonitoraggio diabetico?

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Fortunatamente siamo ben lontani da quando la valutazione dell’andamento glicemico veniva effettuato esclusivamente grazie all’analisi del livello di zuccheri nelle urine. Metodo che non permetteva una agevole e rapida valutazione della condizione di salute del paziente.

Grazie al progresso della ricerca e della tecnologia, esistono una vasta gamma di strumenti per misurare i valori della glicemia capillare ovvero i glucometri.

Con una piccola goccia di sangue, siamo in grado di sapere quanto zucchero abbiamo nel sangue. I dati ottenuti permetteranno al medico di decidere se è opportuno modificare la terapia farmacologia.

Precauzioni nella misurazione con il glucometro

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L’uso del glucometro è molto semplice. Sono poche e semplici le regole da seguire:

  • Lavare bene le mani con acqua e sapone per evirare che il campione risulti contaminato: se ad esempio le mani sono sporche di frutta, ciò che andremo a misurare sarà non solo la quantità di zucchero a livello capillare, ma anche quella presente nel frutto stesso.
  • Non usare alcool (perché è un carboidrato) o salviette umidificate. Le mani inoltre devono essere ben asciutte: l’acqua diluirebbe la goccia e il glucometro valuterebbe una glicemia inferiore a quella reale. Con le lancette pungi dito, otterrete la goccia di sangue che andrà posta sulle specifiche “striscereattive”. Dopo pochi secondi otterremo il valore della glicemia.

  • Il punto migliore per il prelievo della goccia di sangue è il polpastrello, preferibilmente nelle fasce laterali all’unghia. Possono essere usate tutte e cinque le dita, ma è preferibile non usare il pollice perché la pelle è più spessa. 
  • Punti alternativi alle dita sono l’avambraccio e il palmo della mano. In questo ultimo caso sarà probabilmente opportuno calibrare la profondità di penetrazione delle lancette.
  • È fondamentale che le lancette non vengano riciclate per successive misurazioni, ma che vengano sostituite: l’ago della lancetta, dopo esser stata usata, si deforma, cosa che renderebbe doloroso il prelievo successivo.
  • In generale, le misurazioni possono essere effettuate in qualsiasi luogo, ma è consigliabile evitare le condizioni estreme, come ad esempio le alte temperature, che potrebbero far ottenere erroneamente dei valori più alti, e le basse, responsabili invece di valori inferiori a quelli reali.