Aspirina: benefici contro il melanoma

Anna Vitale
  • Appassionato di Medicina e Salute

A quanto pare, l’aspirina potrebbe ridurre il rischio di melanoma, a rivelarlo è una ricerca americana pubblicata sulla rivista Cancer. Scopriamo qualche informazione in più su questa importantissima novità.

Coronavirus. Covid-19. A man or woman takes and shows pills.

Nell’ambito del Women Health Initiative, un progetto di ricerca del National Institutes of Health (Nih), sono state osservate 58.806 donne; caucasiche di età compresa tra i 50 e i 79 anni per un periodo di 12 anni, alle quali è stato chiesto all’inizio dello studio quali medicine prendessero, cosa mangiassero e quali attività facessero.

Dal monitoraggio è emerso che chi aveva preso più aspirine aveva un rischio inferiore di sviluppare un melanoma rispetto a chi invece ne aveva fatto un minore uso; le possibilità di sviluppare questa grave patologia della pelle risultavano ridotte del 21%.

Dalla ricerca è inoltre emerso che l’uso prolungato dell‘aspirina (per un anno, da un anno a quattro anni, per cinque anni o più) riduceva il rischio di melanoma di un ulteriore 11%. Questi dati potrebbero dimostrare, se supportati anche da altre ricerche in futuro, che l’aspirina grazie al suo effetto anti- infiammatorio riduce anche il rischio di sviluppare un melanoma.

Aspirina: da antinfiammatorio ad antitumorale

Beautiful young doctor is wearing mask while holding medicine wi

Scopriamo insieme cosa dicono gli esperti sull’aspirina, e sulle nuove scoperte che sono state fatte. Prima di tutto: L’aspirina va somministrata a tutti? No! Questo è il giudizio espresso da Stefano Cascinu presidente AIUMO:

“No ci vuole ancora cautela. Bisogna rivolgersi al proprio medico per discutere dei potenziali benefici dopo i 50 anni come prevenzione delle patologie cardiovascolari; e in questo caso parlare anche delle possibili implicazioni di prevenzione soprattutto delle neoplasie del colon retto, le uniche dove ci sono chiare evidenze. Bisogna però ricordarsi che per quanto sia un farmaco comune, forse il più utilizzato nelle nostre case, in questo caso non è un farmaco “fai da te”. Un conto è assumere saltuariamente un’aspirina un altro è assumerla per anni. Il pericolo di sanguinamenti è sempre presente e deve essere valutato con il proprio medico”.

Altre domande importanti sono: “L’Italia come si muove sulla ricerca?” e “Ma gli italiani stanno lavorando su questo argomento?”. Ecco la risposta del professor Cascinu:

“La risposta è sicuramente si anche perché gran parte del merito del riconoscimento dell’aspirina come fattore protettivo nei riguardi del tumore del colon retto deriva da analisi di studi dei cardiologi italiani e il dottor Tognoni è tra i coautori di queste ultime pubblicazioni a riconoscerne il ruolo rilevante avuto. Alcuni ricercatori italiani stanno lavorando proprio sulla chemio prevenzione dei tumori del colon-retto ereditari (sindrome di Lynch) per confermare i risultati preliminari. La strada è ancora lunga ma per la prima volta una prevenzione sembra possibile ed efficace“.