Artrosi e reumatismi: tutti i rimedi naturali

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi

Complici l’umidità e il freddo che mettono a dura prova le articolazioni e le strutture che le circondano come tendini, guaine e borse, in queso periodo aumentano i dolori di chi soffre per artrosi e reumatismi. Ecco qualche rimedio! 

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Per contrastare i dolori invernali che ogni anno si ripresentano puntuali puoi contare su integratori alimentari che agiscono da antidolorifici naturali. Come l’artiglio del diavolo.

Il nome non inganni: non ha nulla a che fare con infernali poteri. Anzi, presso alcune popolazioni indigene è usato per curare febbri e disturbi digestivi. Il triste appellativo arriva dai suoi frutti: sono dotati di artigli in cui spesso rimangono impigliati gli animali.

Originario dell’Africa Tropicale e Sud-tropicale, ha una spiccata efficacia antireumatica e antinfiammatoria. Non devi però assumerlo durante la gravidanza, perché stimola le contrazioni uterine. Si trova sotto forma di capsule o di pomate per uso esterno.

Ribes Nigrum per combattere artrosi e reumatismi

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Curioso anche il nome di un altro antidolorifico, il Ribes Nigrum: pare derivi dall’arabo ribas, un rabarbaro del Libano.

Da noi è conosciuto come uva spina, e in Francia come cassis. Originario dell’Europa e dell’Asia centro-settentrionale, il Ribes Nigrum è un arbusto alto circa mezzo metro, che cresce in abbondanza nel sottobosco collinare e alpino delle nostre montagne.

Ricco di zuccheri, acidi organici (citrico, malico), di minerali e di acido ascorbico, contiene numerosi derivati polifenolici. Ha un’azione antinfiammatoria e analgesica, quasi fosse un cortisonico naturale. Puoi reperirlo sotto forma di macerato glicerico, da assumere 50 gocce alla mattina.

Spirea Ulmaria: rimedio naturale per il dolore

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Condivide le stesse azioni la Spirea ulmaria: la pianta, diffusa in quasi tutta Europa, in America settentrionale e in Asia orientale, cresce spontanea su terreni umidi e le sponde dei ruscelli.

Con la Menta d’acqua e la Verbena, la Spirea faceva parte della terna delle erbe sacre dei druidi. Le saghe sassoni celebrano cavalieri che si dissetano con una bevanda preparata con cinquanta piante tra cui la Spirea, e ancora oggi è diffusa nelle campagne inglesi l’usanza di aromatizzare vino e birra con i suoi fiori.

Una curiosità: è l’antesignana della comune Aspirina, che fu sintetizzata nel 1897 nei laboratori della Bayer e che prese il nome proprio dalla pianta. Il suo principio attivo, l’acido acetilsalicilico, fu isolato per la prima volta nel 1833 proprio nella Spirea Ulmaria. 

Prepara una tisana con le sommità fiorite: versa 200 ml di acqua calda (a 90°) su 10 g di Spirea, copri, lascia riposare per 10 minuti e filtra. Bevi la tisana 3 volte al giorno per una decina di giorni.

Una pianta magica che fa sparire il dolore

Cresce sui nostri monti anche l’Arnica Montana, facilmente riconoscibile per i suoi fiori dal giallo intenso. Per la popolazione dei Cimbri era pianta magica: colta in certe ore e in certi giorni, faceva innamorare chi la toccava.

Aiuta il riassorbimento delle ecchimosi, l’ossigenazione dei tessuti e ha un’azione antireumatica e antidolorifica. Per questo è il componente principale di molte pomate per uso esterno. Per attenuare le sofferenze puoi usarla per frizioni esterne, nella forma di tintura madre diluita in 3-10 volumi di acqua.

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Infine prova con un impacco di semi di lino: versa 500 ml di acqua bollente su 100 g di farina di semi di lino, mescola in modo da avere un impasto di consistenza cremosa e aggiungi alcune gocce di olio extravergine di oliva o di olio di mandorle dolci. Fai quindi intiepidire il composto e ponilo su un panno di lino o di cotone prima riscaldato nel forno.

Ripiega il panno e mettilo sulla parte dolorante, tenendolo per circa 15 minuti. Ripeti l’applicazione due volte al giorno, fino a miglioramento.