Artrite reumatoide: il pesce è una soluzione

Come tenere sotto controllo l’artrite reumatoide. Gli studi dimostrano che l’assunzione regolare di pesce produce effetti significativi sulla malattia che colpisce una buona percentuale della popolazione. Scopriamo qualcosa in più.

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L’artrite reumatoide è una malattia cronica che provoca dolore, tumefazioni e rigidità articolare con limitazione del movimento e della funzione delle articolazioni interessate. È la forma più comune di artrite infiammatoria che interessa circa lo 0,5% della popolazione adulta. Le patologie reumatiche e infiammatorie si giovano spesso dell’uso del pesce in quanto, accelerando i processi metabolici si migliora l’eliminazione delle sostanze tossiche e quindi si riducono i processi infiammatori.

Mangiare pesce aiuta a tenere a bada l’artrite reumatoide, con effetti significativi di entità ‘comparabile’ a quella dei farmaci in uso per la malattia. Lo rivela uno studio “osservazionale” condotto su un campione di circa 180 individui dal Brigham and Women’s Hospital, in collaborazione con l’Harvard Medical School di Boston. I pazienti osservati hanno compilato un diario alimentare, indicando, in modo particolare, il consumo di pesce non fritto. Confrontando i dati raccolti è emerso che più aumenta il consumo settimanale di pesce (da 1-2 porzioni a settimana in su), più bassa risulta l’attività della malattia (gonfiore articolare, dolore, infiammazione, ecc.), a parità di altri fattori che possono influenzarla.

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Il pesce, soprattutto i pesci grassi, provenienti da acque fredde (salmone, tonno, sgombro, sardine, aringhe e il pesce azzurro in generale), sono tra gli alimenti di origine animale più ricchi di omega 3 . Recenti ricerche dimostrano i benefici, nei pazienti affetti da artrite, a seguito dell’aumento dell’assunzione di acidi grassi essenziali Omega3, soprattutto per il componente EPA, che migliora i sintomi e le recidive della malattia, evidenziando il ruolo antinfiammatorio e di protezione delle articolazioni degli Omega3.

Anche se quello svolto è solo uno studio osservativo che non consente di stabilire una scientifica relazione di causa-effetto tra consumo di pesce e miglioramento del quadro clinico del paziente, i risultati sono considerevoli: in pratica mangiare regolarmente pesce almeno due volte a settimana è associato a effetti significativi pari a un terzo degli effetti prodotti dalla terapia farmacologica standard.