Antibiotici: come e quando prenderli

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12/01/2021

Accade sempre più spesso in Italia che gli antibiotici vengano usati nel modo sbagliato. Assumere un antibiotico quando non è necessario può portare delle contro indicazioni anche serie.

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Purtroppo a quanto aumenta sempre di più il consumo degli antibiotici. Il “vizio” di ricorrere agli antibatterici è più che mai di attualità in questo periodo dell’anno.

Recentemente l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha presentato uno studio, circa la riduzione tra gli italiani del 4% del consumo di antibiotici nei primi 9 mesi del 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numero salutato con grande piacere anche dalla SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale).

Nella maggior parte dei casi, però, un antibatterico su cinque viene  preso in modo inappropriato, con la conseguenza di provocare anche un effetto negativo non da poco, chiamato “antibiotico-resistenza”. Scopriamo insieme quando è necessario assumere antibiotici grazie alla consulenza del prof. Fabrizio Pregliasco.

Antibiotici: come e quando assumerli

Young handsome physician in a medical robe with stethoscope

Fabrizio Pregliasco è un ricercatore presso il Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano. Quest’ultimo ha constatato che : “Sono in molti a considerare gli antibiotici al pari dei farmaci di automedicazione, con il rischio, per l’appunto, di conseguenze per la salute”. Pregliasco spiega che è del tutto errato:

“È un grande errore, perché questi principi attivi non vanno bene per le infezioni di origine virale, dal momento che non hanno alcuna azione sui virus. Al contrario, sono il farmaco di prima scelta in tutte le infezioni di origine batterica, come otiti, sinusiti, tonsilliti, polmoniti, per citare le più frequenti”.

Ma anche in questi casi, solo il medico può decidere se prescrivere o meno il farmaco, quale va meglio e per quanto tempo. È assolutamente da vietare il “fai da te“. Infatti Pregliasco sottolinea:

“Purtroppo spesso è una cattiva abitudine quella di “sistemare” da sé la prescrizione del medico. Questa è l’altra tipica situazione che porta allo sviluppo di batteri resistenti. Se il principio attivo è presente nel sangue in un quantitativo troppo basso o per tempi troppo brevi, riesce a uccidere soltanto i germi più deboli, mentre quelli più forti resistono. Si scatena così una forma di malattia più grave, che richiede tempi più lunghi di guarigione”.

Inoltre, chi assume gli antibiotici malamente aumenta il pericolo di reazioni indesiderate, in quanto non sono farmaci privi di effetti collaterali.

Antibiotici: varietà e differenze

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Il professor Pregliasco infine conclude spiegando che: “Non esiste l’antibiotico che vale sempre, per tutto e per tutti”. Proprio per questo bisogna fare sempre attenzione quando si assume un farmaco specifico come l’antibiotico. Anche perché sbagliare antibiotico comporta dei rischi da non sottovalutare:

 “Il rischio è di sbagliare tipo di antibiotico e dare il via a una colonia di batteri resistenti. E allora sì che iniziano i guai, perché è necessario effettuare l’antibiogramma, cioè l’analisi che individua la percentuale di resistenza del batterio a ogni principio attivo, e ricominciare daccapo la cura, col nuovo antibiotico e con tempi più lunghi”.

Non c’è differenza, invece, tra antibiotico  di marca, e generico. Consultare il foglietto illustrativo è molto importante e controllando voce “interazioni” potresti scoprire che… Alcuni antibiotici della famiglia delle tetracicline vanno assunti separatamente da prodotti lattei, perché ne viene diminuita l’efficacia terapeutica.
Il succo di pompelmo va sospeso fino al termine della cura perché può potenziare l’effetto dell’antibiotico, compresi gli effetti collaterali.


Anna
  • Scrittore e Blogger
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