Alzheimer: spray nasale proteggerà i neuroni

Francesca Naima
  • Appassionato di Medicina e Salute

Una nuova molecola contro l’Alzheimer, somministrata sotto forma di “spray” potrebbe cambiare le sorti dei malati di Alzheimer nelle fasi iniziali della più comune forma di demenza.

Alzheimer: spray nasale proteggerà i neuroni

Una nuova strategia che prevede bassi costi di produzione e grandi benefici a livello di salute ha appena dato i primi risultati positivi.

Grazie a una nuova molecola recentemente sviluppata, si è vicini a un netto miglioramento della salute dei malati di Alzheimer. Il morbo di Alzheimer è una delle più comuni forme di demenza con grave perdita di memoria, peggioramento generale e deleterio delle abilità intellettuali.

Somministrando per via intranasale una nuova molecola sintetizzata grazie alla scoperta di una variante naturale della proteina beta amiloide, ma nelle fasi precoci del morbo di Alzheimer, la forma di demenza più diffusa (circa il 50-80% dei casi di demenza sono in realtà connessi al morbo di Alzheimer) potrebbe rallentare significativamente il suo decorso.

Alzheimer: una nuova molecola per contrastare la malattia

Alzheimer: spray nasale proteggerà i neuroni

 

 

Sul sito Ansa (Scienza e Tecnica) è stato appena pubblicato il risultato positivo della sperimentazione sui topi condotta dai ricercatori della Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.

Consultabili su Molecular Psychiatry, i risultati sono di buon auspicio in quanto sono alla base della possibile creazione di un nuovo farmaco, non solo di grande aiuto per i malati di Alzheimer in fasi precoci ma anche a basso costo:

[…] Gli ulteriori vantaggi di questa strategia riguardano i bassi costi di produzione del piccolo peptide, in confronto agli elevatissimi costi di altri approcci terapeutici potenziali per l’Alzheimer come gli anticorpi monoclonali, la semplicità e la scarsa invasività del trattamento per via intranasale, peraltro già usato con successo per altre categorie di farmaci.

Ha detto a riguardo Mario Salmona, biochimico dell’Istituto Mario Negri dopo i risultati ottenuti. La proteina beta amiloide descritta in precedenza ha permesso di sintetizzare la nuova molecola utilizzata nello studio, la quale si presenta come un piccolo peptide formato da sei aminoacidi. Ciò che è stato riscontrato dopo le sperimentazioni in laboratorio, è che la molecola sarebbe in grado di proteggere i neuroni. I neurologi Fabrizio Tagliavini e Giuseppe Di Fede sempre della Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta hanno così spiegato le novità a cui sono giunti:

Gli esperimenti hanno dimostrato che la somministrazione per via intranasale del peptide, in una fase precoce della malattia, è efficace nel proteggere le sinapsi dagli effetti neurotossici della beta amiloide oltre che nell’inibire la formazione di aggregati della stessa proteina, responsabili di gran parte dei danni cerebrali nell’Alzheimer, e nel rallentare il deposito della beta amiloide sotto forma di placche nel cervello. Inoltre, il trattamento sembrerebbe non indurre eventi collaterali che derivano da un’anomala attivazione del sistema immunitario, riscontrati in altre potenziali terapie per l’Alzheimer. Questi effetti multipli costituiscono pertanto una combinazione apparentemente vincente nell’ostacolare lo sviluppo della malattia nei topi.