Allergie: i consigli degli allergologi

Le malattie allergiche aumentano sempre di più, vediamo quindi cosa consigliano gli allergologi per provare a contenere gli effetti delle reazioni allergiche.

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Le malattie allergiche aumentano a livello esponenziale nella nostra popolazione, sino a coinvolgere un italiano su cinque. Pare però che circa il 50% dei pazienti non sia soddisfatto del trattamento farmacologico, e solo il 40% conosca il vaccino, ovvero l’immunoterapia specifica: un trattamento a lunga durata, dai 3 ai 5 anni, con effetti in tempi medio lunghi, in grado di modificare la risposta del sistema immunitario.

Al momento, l’immunoterapia specifica, nel caso di allergie agli imenotteri, raggiunge una probabilità di successo del 98-99%. In media, invece, per le terapie tradizionali, si raggiunge l’80%.

“Questo tipo di terapia è esattamente equipollente a un farmaco normale – aggiunge il Prof. Giorgio W. Canonica, Neopresidente SIAAIC e Direttore Clinica Malattie Respiratorie e Allergologia dell’Università di Genova – superando tutti quei pregiudizi che si erano consolidati e che risultano assolutamente infondati. Non funziona sul sintomo ma sul cambiare la problematica immunologica del paziente, e quindi è un ‘controller’ della terapia. In Italia l’80% del mercato dei vaccini è sublinguale, per motivazioni culturali. La migliore terapia è però quella disegnata sul paziente, perché non ce n’è una giusta in assoluto. Le linee guida non devono vincolare, ma dare le raccomandazioni corrette affinché il medico le possa applicare al singolo paziente”.


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Inoltre, è da considerare la valenza dei farmaci

 “Il vaccino non deve assolutamente sostituire i farmaci – sottolinea il Prof. Giovanni Passalacqua, del Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche di Genova – che rimangono indispensabili per la cura: molti di questi sono estremamente efficaci nell’immediato, mentre il vaccino è un trattamento, con effetti a lungo termine, che dura dai tre ai cinque anni: i primi effetti si hanno dopo due-quattro settimane dall’inizio della cura. Una volta sospeso il corso vaccinico, gli effetti si mantengono dai tre ai cinque anni. Quando i sintomi peggiorano, si riparte con un nuovo ciclo”.

I consigli degli allergologi

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  1. Fondamentale avere una diagnosi precisa, per sapere quale allergene incida principalmente sul proprio stato di salute, per ridurlo o evitarlo quando possibile;
  2. Una prescrizione farmacologica adeguata;
  3. Un’educazione del paziente, per spiegargli qual è il disturbo, da cosa è causato, come può essere trattato, e perché segua attentamente la cura prescritta.  Spesso, infatti, chi si lamenta della scarsa efficacia dei farmaci non ha seguito con la dovuta attenzione la prescrizione e i tempi della stessa.