Allergia: diagnosi e rimedi

-
23/02/2021

Con la consulenza del professor Giovanni Rolla, scopriamo come riconoscere se si è veramente allergici a determinati cibi. Se un alimento ci crea problemi per scoprire se siamo allergici dovremo sottoporci ad una serie di test medici.

skin-problem-dermatology-concept-displeased-curly-african-american-woman-scratches-itch-arm


In Italia, al di sotto dei 6 anni soffre di allergie alimentari circail 4% della popolazione, una percentuale che si riduce all’1-2% degli adulti. Il fenomeno, quindi, tende a regredire con l’età. Ma, soprattutto nei primi anni, richiede il massimo dell’attenzione che però non deve sfociare nell’allarmismo ingiustificato.

“Spesso si etichettano con il nome di allergia una serie di disturbi – da quelli dell’attenzione, al mal di testa, fino al senso di pensantezza addominale – che invece non hanno nulla a che fare con la precisa reazione che si scatena quando il nostro sistema immunitario scambia alcune proteine presenti nei cibi con pericolosi nemici da aggredire e neutralizzare”


Leggi anche: Allergia al Nichel: cause e rimedi

dice il professor Giovanni Rolla Responsabile del Reparto di Allergologia e Immunologia Clinica dell’Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino. Ma da cosa nasce questo “scambio”? In estrema sintesi, dal fatto che il nostro sistema immunitario si è sviluppato in condizioni lontanissime rispetto a quelle attuali.

Per dare l’idea della differenza, basta pensare al livello di igiene possibile in una caverna e a quello presente in media nelle nostre case. Per questo, nelle condizioni attuali, al nostro “vecchio” sistema immunitario può capitare di far confusione, come quando scambia una proteina presente in un certo alimento come il più aggressivo dei batteri, da attaccare e mettere fuori combattimento.

Una diagnosi, due possibilità

disease-4392168_1920

In presenza di questi sintomi, si arriva a una diagnosi definitiva (per esempio: allergia alla frutta secca) percorrendo solo due strade, le uniche scientificamente validate. La prima è il prick test, ovvero i test cutanei.

“L’allergologo punge con un’apposita lancetta di plastica la cute dell’avambraccio, sulla quale ha depositato una piccola quantità di estratto dell’alimento sospettato. L’allergia si manifesta con la comparsa di un rigonfiamento circoscritto della pelle, pruriginoso, detto ponfo, tanto più grande, rosso e sporgente quanto più l’alimento viene riconosciuto come nemico”.

La seconda sono gli esami del sangue mirati a identificare gli anticorpi specifici (IgE) diretti verso gli allergeni contenuti nei cibi. In un secondo tempo, in casi selezionati, si può ricorrere al test di provocazione, che consiste nella somministrazione di piccole quantità di alimento sotto diretta osservazione medica, in ospedale.


Potrebbe interessarti: Allergia a polline e graminacee: rimedi e cure

Allergia sì, allergia no

Skin problem concept. Displeased Afro female scratches itchy arm, has allergy, smirks face and looks with dissatisfaction, wears casual pink t shirt and jean overalls, stands against purple wall

Un mal di pancia non rivela un’allergia, e lo stesso vale per un persistente mal di testa che magari si presenta tre ore dopo aver mangiato. Il professor Rolla spiega:

“I sintomi rivelatori di un’allergia alimentare si manifestano generalmente entro un’ora dall’assunzione”.

Per iniziare a focalizzare l’attenzione sul cibo che scatena le reazioni, può essere utile conoscere le allergie più frequenti.

“Nell’infanzia le allergie più rappresentate sono, praticamente a pari merito, quella al latte e alle uova, seguite con un certo distacco da quelle alla frutta secca. I sintomi spesso coinvolgono la pelle, con orticaria, prurito, gonfiore, ma possono essere più gravi, come crampi addominali e diarrea, fino a coinvolgere il respiro, che diventa più affannoso, e infine la pressione arteriosa, che può abbassarsi”.


Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Wellness coach
Suggerisci una modifica