Acqua pericolosa: chiuse 10 strutture in tutta Italia

Francesca Naima
  • Appassionato di Medicina e Salute

In svariati parchi acquatici e piscine in tutta Italia sono stati riscontrati problemi e irregolarità specialmente perché non è stata assicurata la proposta di un luogo sano, sicuro e controllato.

Acqua pericolosa: chiuse 10 strutture in tutta Italia

I Carabinieri dei Nas hanno effettuato diversi controlli in svariate strutture in tutta la penisola italiana e sono fuoriuscite problematiche tanto da fare chiudere i battenti ad alcune attività.

Sono 10 le strutture che avevano “Criticità ritenute incompatibili con la prosecuzione”, riconosciute tra i 288 controlli effettuati dai Nas nell’ultimo periodo.

In tutti però, di irregolarità ce ne sono state svariate: sono ben 83 le strutture in Italia, tra parchi acquatici e piscine, che non rispettano come dovrebbero le misure previste per garantire un ambiente sicuro e sano.

Infine, i Nas hanno riscontrato che anche molte restrizioni ancora in vigore previste tra le misure per il contenimento della pandemia in strutture quali piscine e parchi acquatici non erano state applicate.

Acque pericolose per la salute: chiuse 10 strutture, 83 irregolari

Acqua pericolosa: chiuse 10 strutture in tutta Italia

La recente attività dei Carabinieri dei Nas su tutto il territorio nazionale ha fatto venir fuori verità preoccupanti, tra impianti abusivi e strutture che invece non rispettano linee assai importanti, come per esempio:

“L’inidoneità delle acque utilizzate negli impianti natatori e di divertimento, rilevando anche elevati contenuti di coliformi fecali e cariche batteriche, tali da rendere l’acqua pericolosa per la salute umana a causa di potenziale rischio di tossinfezioni”.

A riportare nel dettaglio le indagini e le irregolarità scoperte dai Nas, Il Fatto Quotidiano, che precisa come i controlli svolti tra luglio e agosto abbiano “Portato all’ispezione di 288 strutture, rilevandone, appunto, 83 irregolari, circa il 28%, con la contestazione di 108 sanzioni penali e amministrative per oltre 40mila euro”.

Tra i dieci impianti chiusi invece, quattro avevano una situazione al limite. Nello specifico nelle piscine e nei parchi – ora forzatamente chiusi – in provincia di Messina, Viterbo e Latina, i carabinieri hanno anche rilevato acque “Potenzialmente pericolose per la salute umana”.

Altre strutture, in provincia di Napoli, Reggio Calabria e Bari, erano invece del tutto abusive; ancora in altri tre impianti sono stati riconosciuti edifici e strutture con gravi carenze strutturali e non autorizzati.

Anche nel settore della ristorazione, le strutture non hanno passato i controlli: 250 kg di cibo destinato alla clientela era scaduto o è stato difficile capirne l’origine, senza parlare del poco igiene che i Nas hanno visto essere adottato nelle cucine.