Verissimo, Aka7even racconta la sua triste infanzia

Aka7even, ospite di Silvia Toffanin e del suo Verissimo, parla dei suoi recenti successi e dei momenti difficili vissuti da bambino. È stato in coma, ha rischiato di non farcela, ha visto cose che non ha mai vissuto. Oggi per Luca, questo il suo vero nome, è tornato a sorridere e non solo perché a febbraio salirà sul palco di Sanremo con Amadeus…

Aka7even Verissimo

Oggi dopo aver partecipato ad Amici mi sento più Luca. A Verissimo, ospite del programma del sabato pomeriggio di Silvia Toffanin, Aka7even racconta la sua giovane vita di successi raggiunti con l’umiltà come vuole la sua mamma. Per arrivare sin qui ha faticato molto.

Una grande fatica condizionata anche dall’essere finito in coma per una settimana. Un’esperienza che il cantante ha voluto raccontare  nel suo primo libro dal titolo ‘7 vite’.

“A sette anni sono stato in coma per sette giorni. Ho avuto l’encefalite ed è stato un calvario per la mia famiglia. Per i medici non c’era più nulla da fare. Dissero ai miei ‘Forse non si risveglierà e se dovesse farlo potrebbe avere un handicap’. Invece mi sono risvegliato più forte di prima”

Aka7even ha visto i nonni materni che non ha mai conosciuto

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Se il risveglio è stato qualcosa di miracoloso, per lui il vero miracolo è stato potuto conoscere i nonni materni che non aveva mai potuto vedere in vita:

“Quando sono stato in coma ho visto i miei nonni materni che non ho mai visto in vita mia e sapevo dire come erano vestiti prima di morire. Mia madre rimase scioccata. Per la prima volta in vita mia ho avuto un contatto con loro… Io credo molto. Per i medici il mio risveglio era una cosa inspiegabile. Una delle prime cose che ho detto è stata quella di voler studiare musica”

Ma per Aka7even c’è di più. Non solo il coma anche l’essere evitato per colpe non sue. Non è stato facile superare nemmeno questa ma oggi Luca può dire di avercela fatta e dimostra di avere le spalle belle grandi, belle larghe:

“A scuola fu strano perché si era sparsa la voce che avevo avuto la meningite e i bambini mi evitavano. Ho sofferto anche di bullismo perché a me piaceva ballare, ma per loro i maschi non ballano. Ho avuto la fortuna che agli atti di bullismo non ho mai dato peso”