Stress in ufficio: come intervenire

26/03/2021

Si calcola che in Europa soffrano di stress da lavoro 40 milioni di persone, in Italia 4,58 milioni. Da quest’anno, però, la legge dà una mano ai lavoratori: tenere sotto controllo e risolvere le situazioni fonte di stress sarà un obbligo dei datori di lavoro, e per chi non ottempera sono previste sanzioni.

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È questo quanto stabilito dalla Circolare del Ministero del Lavoro, in attuazione del Testo Unico sulla Salute e la Sicurezza nel Lavoro, secondo la quale le aziende dovranno avviare un meccanismo di valutazione dei fattori di rischio, attraverso test che coinvolgeranno non i singoli, ma gruppi omogenei di lavoro.

Se dal monitoraggio emergerà un disagio, il datore di lavoro dovrà adottare misure correttive e preventive idonee. Ma per contenere lo stress entro limiti sopportabili occorre adottare le giuste strategie.

Un approccio positivo

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“Ogni volta che accusiamo un senso di fatica intensa, di tensione, quando si ha la sensazione di non riuscire a far fronte a tutte le richieste che provengono dall’esterno, o quando l’ambiente nel quale si lavora diventa insopportabile, significa che la nostra naturale capacità di adattamento si è esaurita”.

afferma la dottoressa Anna Zanardi, psicologa e psicoterapeuta.

“Una condizione fondamentale affinché l’approccio al lavoro sia positivo è la possibilità di scegliere ciò che davvero ci piace. La passione, l’impegno, il coinvolgimento aiutano ad affrontare in maniera più reattiva anche le frustrazioni, a essere più perseveranti rispetto a quelle circostanze negative che non dipendono da noi”.

Non tutti, però, sono così fortunati da riuscire a fare ciò che amano.

“In questo momento storico spesso il lavoro assume caratteristiche di temporaneità e precarietà tali da non lasciare spazio ad altre funzioni se non a quella di puro sostentamento economico. Il fattore instabilità, la flessibilità e l’eccessivo carico lavorativo creano terreno fertile per lo stress”.

afferma la dottoressa Rosanna Gallo, psicologa del lavoro e amministratore di Eu-tròpia.

Le reazioni del corpo

Sono numerose le malattie psicosomatiche indicative di una situazione stressante: dal mal di testa e di stomaco frequenti o cronici alla perdita dei capelli, dagli eczemi alle coliti, dall’ansia alla depressione, dalla mancanza di lucidità all’incapacità di prendere decisioni, da una generale fragilità che porta ad ammalarsi spesso alla stanchezza cronica. Fino ad arrivare a situazioni gravi, come perdita della vista o incapacità di camminare”.

conclude Gallo.

Come opporsi a una condizione di stress?

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“Occorre dare uno stop alla competizione continua: non è necessario essere sempre in prima linea, bisogna delegare: il manager deve distribuire il lavoro tra i collaboratori, la mamma-lavoratrice deve chiedere aiuto. È fondamentale prendere decisioni sulle priorità, anche nella vita privata, e distinguere tra lavoro e questioni personali”.

suggerisce la dottoressa Gallo.

“Paradossalmente solo rallentando si potrà recuperare la giusta spinta. Prendere delle pause anche brevi, uscire dall’operatività continua: nelle pause pranzo fare una passeggiata e costringersi a cambiare ambiente. Aumentare il più possibile il bagaglio di conoscenze: acquisire nuovi punti di vista è il miglior modo per uscire dall’ipnosi della propria routine e scoprire nuove possibilità d’azione”.

afferma la dottoressa Zanardi.

“A volte ci si convince di volere a tutti i costi cambiare lavoro perché non si riesce a considerare in modo positivo le opportunità che sono a nostra disposizione. Il desiderio di “altro” ci fa chiudere gli occhi su ciò che abbiamo accanto. Imparare a ridimensionare il problema è fondamentale, pensando anche che nulla è “per sempre” e che, col tempo, le situazioni cambiano”.