Siamo un popolo di vecchi: 7 su 10 supera i 65 anni ma si sente bene

Arianna Preciballe
  • Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
04/09/2012

Un italiano su cinque ha più di 65 anni. Dei 60 milioni e 626mila abitanti censiti al primo gennaio 2011, i giovani fino a 14 anni sono il 14% e la popolazione in età attiva, 15-64 anni, è pari a meno dei due terzi del totale. Insomma, siamo davvero un popolo di vecchi?

Schermata 2021-04-06 alle 16.05.30

I dati secondo cui la popolazione sta invecchiando velocemente sono riportati dalla Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2009-2010 del ministero della Salute, presentata oggi dal ministro Renato Balduzzi.

Le prevalenze degli ultrasessantacinquenni sono incrementate nel tempo, passando dal 6,2% nel 1901 al 20,3% nel 2011.

Di contro crescono gli ultraottantenni che se ne vanno a zonzo a far passeggiate per parchi e centri anziani: si è passati dallo 0,7% nel 1901 al 5,6% nel 2009, e le previsioni sono ottimiste visto che si stima saliranno al 9% nel 2030.

Mentre è quasi dimezzata dal 1980 la mortalità generale, le malattie del sistema circolatorio (ridotta del 60% dal 1980) e i tumori (dagli anni 90 ridotti del 20%) si confermano le principali cause di mortalità. Anche la mortalità infantile registra un segno meno, riguardando il 22% dei maschi e il 24% delle femmine.

Comunque su un dato non si discute: si muore anche di pigrizia. Nel mondo sono 3 milioni i morti per sedentarietà.

Relazione sullo Stato Sanitario del Paese

Schermata 2021-04-06 alle 16.10.38

“Il trend di invecchiamento della popolazione è dovuto sia all’incremento della speranza di vita, che pone l’Italia tra i primi in Europa (78,8 anni per gli uomini e 84,1 anni per le donne), sia alla progressiva riduzione della mortalità, con riferimento non solo alla mortalità generale, che dal 1980 si è quasi dimezzata, ma anche alla mortalità infantile, che mostra un andamento del fenomeno in continua diminuzione.

Particolare attenzione nel biennio di riferimento è stata posta anche alla salute materna e neonatale, che ha registrato una convergenza dei livelli centrale e regionale sulle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo (Accordo Stato-Regioni siglato nel 2010).

Nello scenario demografico analizzato nella Relazione, le malattie del sistema circolatorio e i tumori si confermano le principali cause di morbilità e mortalità, pur registrandosi importanti miglioramenti epidemiologici ascrivibili non solo al progresso dei trattamenti medico-chirurgici, ma anche all’adozione di stili di vita più salutari, grazie alle campagne di prevenzione primaria che hanno accresciuto nella popolazione la consapevolezza dell’importanza degli interventi di tipo preventivo”.

Sicurezza alimentare

Schermata 2021-04-06 alle 16.09.01

“In questo campo il modello organizzativo italiano appare oggi sicuramente il più adeguato ad operare in condizioni ordinarie, ma anche ad affrontare tempestivamente le emergenze alimentari. In poco più di un anno, si sono verificati tre crisi nel settore alimentare (le mozzarelle blu, la diossina nelle uova e nelle carni suine e la contaminazione da Escherichia coli verocitotossico dei germogli vegetali), alle quali l’Italia ha reagito bene, grazie anche alle specifiche competenze di enti ed istituzioni (Ministero della salute,ISS, NAS, Regioni, ASL e IZS), che rappresentano una rete di protezione del consumatore italiano e di supporto alle imprese del settore alimentare interessate all’esportazione. Per quanto concerne la sanità animale, attraverso un efficiente sistema di controllo e mediante un approccio focalizzato sull’attività di prevenzione, coerente con la strategia europea, si è garantito un livello elevato di salute pubblica, oltre che la promozione della salute degli animali e il sostegno dell’allevamento e dell’economia rurale“.

Assistenza domiciliare

Schermata 2021-04-06 alle 16.07.36

“Per quanto concerne l’assistenza agli anziani e la presa in carico delle condizioni di fragilità e di non autosufficienza, si registra in tale ambito, rispetto al biennio precedente, una diminuzione dei ricoveri ospedalieri degli anziani ultrasessantacinquenni e l’ulteriore incremento dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI),con una percentuale di anziani trattati in ADI che passa dal 3,3% del biennio precedente al 4,1% del 2010.

Anche per i servizi relativi alle cure palliative e alla terapia del dolore, si sono conseguiti nel biennio di riferimento importanti risultati. La legge n. 38 del 2010,che rappresenta un punto di eccellenza del nostro Paese, ha il primato a livello europeo di offrire un quadro normativo per le cure palliative e la terapia del dolore per i malati di tutte le fasce di età, con particolare attenzione per l’età infantile, e per le relative reti assistenziali, con l’obiettivo di rendere omogenee le prestazioni su tutto il territorio.

Il biennio 2009-2010 è stato caratterizzato anche dal miglioramento qualitativo del SSN, con ridefinizione del governo clinico finalizzato ad una maggiore sicurezza dei pazienti e ad un coinvolgimento responsabilizzato delle diverse figure professionali, nonché da un’attenzione ancora più incisiva al tema delle liste d’attesa, uno degli aspetti critici di tutti i sistemi sanitari di tipo universalistico con un livello di assistenza avanzato, che ha registrato la convergenza dei livelli centrale e regionale nel Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) per il triennio 2010-2012 (Intesa Stato-Regioni del 28 ottobre2010)”.