Intimità: arriva la pillola rosa per donne

Anna Vitale
  • Esperta in TV e Spettacolo
27/02/2021

Il cosiddetto calo della libido sofferto prevalentemente dalle donne che attraversano le fasi pre e post menopausa ha i giorni contati, almeno per le americane. Negli Stati Uniti infatti è stato introdotto di recente il viagra femminile.

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È stata, infatti, approvata dalla Food and Drug Administration, l’ente americano di controllo dei farmaci, la prima pillola in grado di aumentare il desiderio femminile.

Il medicinale, prodotto dalla Sprout Pharmaceuticals, sarà commercializzato già dal prossimo 17 ottobre con il nome di Addyi, dietro prescrizione medica.

La decisione mette fine alle polemiche suscitate dalla molecola, filibanserin, che, se da un lato si era mostrata capace di agire con maggior rapidità degli antidepressivi sui ricettori della dopamina e della serotonina, il neurotrasmettitore della felicità, con i trial clinici aveva fatto emergere un effetto collaterale inaspettato: l’aumento del desiderio.

La pillola che aumenta il desiderio

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Nonostante l’efficacia dimostrata dal farmaco per il trattamento del calo della libido, specie nelle donne in pre e post-menopausa, la FDA ne aveva bloccato l’utilizzo ritenendo le prove di validità troppo scarse rispetto agli effetti collaterali riportati quali nausea, ipotensione, stanchezza, svenimenti.

Janet Woodcook, direttrice del centro di valutazione e ricerca sui medicinali (Cder) della Food and Drug Administration ha spiegato:

“Questo via libera offre alle donne che soffrono per il loro basso desiderio un’opzione di cura approvata. I pazienti devono rendersi conto pienamente dei rischi associati all’utilizzo di Addyi prima di prendere in considerazione il trattamento”.

La Woodcook ha tuttavia avvertito che tra i possibili effetti collaterali l’abbassamento della pressione e la perdita di coscienza.

Benefici, quindi, ma anche rischi che, secondo la dottoressa Rossella Nappi, ginecologa, endocrinologa e sessuologa presso il Policlinico Universitario San Matteo di Pavia, implicano necessariamente ulteriori studi finalizzati a risolvere il disturbo femminile con soluzioni efficaci e sicure.

“Bilanciare questi due aspetti nel trattamento cronico di una condizione che non minaccia la vita può essere molto difficile, in menopausa e soprattutto nelle donne in età fertile: sebbene le questioni relative alla sicurezza siano importanti in entrambi i sessi, la necessità di assumere un farmaco per settimane per avere un effetto significativo nelle donne è il motivo principale per l’estrema cautela nel prendere decisioni”.

Ha dichiarato recentemente la specialista sulle pagine di Expert Opinion in Pharmacotherapy.