Piacere femminile: dettagli sul mistero del punto G

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21/01/2021

Il punto G è uno degli argomenti più trattati quando si parla di piacere e rapporti sessuali. Tantissime donne si chiedono se esiste davvero. Di seguito il dott. Marco Rossi svela tutti i segreti sul punto G, dalla sua forma, alla sua posizione.

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È detto anche “punto del sole” o “punto del piacere”, ma cos’è? Sono molte le donne che non sono riuscite mai a provare il piacere dato dalla stimolazione del “famigerato” punto G, che dovrebbe trovarsi nella parete anteriore della vagina.

Tutte le ricerche sul caso, per quanto aiutino a conoscere e a comprendere meglio l’argomento, possono anche risultare negative per tutte quelle donne che, si convincono di avere un problema solo perché non sono riuscite a scoprire questa loro particolarità anatomica.

Bisogna tenere presente però, che l’estasi e il conseguente orgasmo sono il frutto di energia, sensazioni, eccitazione, emozioni e non solo di stimolazioni fisiche. Abbiamo chiesto alcune delucidazioni in merito, al dottor Marco Rossi, specialista in psichiatria e sessuologia e fondatore del Centro di Medicina Sessuale di Milano.


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Punto G: esiste davvero?

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Moltissime donne affermano di non aver mai “trovato” il punto Grafenberg e forse la prima domanda che si sono fatte è: “ma esiste davvero”? Il Dottor Marco Rossi ha voluto fare chiarezza sull’argomento:

“Partirei dal fatto che non è importante se esiste il punto G, ma forse è più importate che esista il punto M. È un modo ironico per iniziare dall’assunto che oltre alla teoria di Grafenberg sul punto G, c’è quella di Marco Rossi”.

Così inizia l’assunto di Rossi che poi continua spiegando:

“Io credo che il punto M stia nel cervello o meglio ancora nella mente. L’orgasmo è un evento del cervello e non un evento dei genitali e nasce dall’eccitazione prima ancora che dalla stimolazione fisica. In generale, si pensa che le zone più sensibili della donna siano la vagina e il clitoride mentre è un errore concettuale distinguere diverse tipologie di orgasmo perché il piacere è uno, ciò che cambia è il punto di partenza a livello mentale e poi fisico”.

Inoltre l’esperto spiega che in realtà il piacere dell’orgasmo è unico e l’idea che esistano diversi tipi di orgasmo è di per sé errata:

“Altro errore è pensare che l’orgasmo si distingua in orgasmo vaginale e orgasmo clitorideo o del punto G. Il piacere dell’orgasmo è unico e la sensazione varia in relazione allo stimolo di partenza. È fondamentale per ottenere il massimo piacere dalle esperienze sessuali, lasciarsi andare e abbandonarsi alle sensazioni erotiche, senza pensare né al clitoride né ai propri genitali o alla penetrazione, ma concentrarsi sulle sensazioni che si stanno vivendo”.

Partendo da queste premesse adesso scopriamo altre informazioni sul punto G


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Punto G: tutto quello che c’è da sapere

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Il professor Marco Rossi ha risposto a tutte le più comuni domande e perplessità sul punto G. Partendo proprio da: dov’è e come è fatto il punto G?  Il “punto G”, è stato definito in passato addirittura un “UFO ginecologico“. In alcuni casi sono stati tentati studi per trovarlo, e c’è chi addirittura ha raccontato di averlo trovato durante l’esecuzione di un’autopsia, in una donna di 83 anni. Il Dottor Marco Rossi però spiega:

“Io sono dell’avviso che il fantomatico punto G… ci può essere. Teoricamente, prendendo in considerazione il fatto che il canale della vagina può essere spazialmente diviso in tre parti, esso dovrebbe essere collocato al passaggio tra il terzo esterno e il terzo medio della vagina, nella parete superiore, verso l’osso pubico. Tale punto, si dovrebbe sentire al tatto in quanto è una zona più rugosa rispetto al resto delle pareti della vagina ed è grande quanto una piccola monetina”.

L’ansiosa ricerca del Punto G, può rallentarne la scoperta, o meglio la mente può in qualche modo agire a sfavore della sua individuazione?

“Assolutamente sì, perché l’ansia è da sempre la prima nemica dell’eros e, in tutte le sue manifestazioni, fa aumentare l’adrenalina che nell’uomo, provoca la perdita dell’erezione e nella donna, contrasta la vasocongestione degli organi genitali. L’ansia inoltre crea distrazione mentale e allontana dalle fantasie che sono alla base del piacere e dell’eccitazione”.

Esistono modi o metodi per stimolarlo?

“Sottolineando che non è tanto una questione fisica, quanto una questione mentale ed emotiva, direi che è possibile ipotizzare che questo “punto del sole” esista, ed il miglior modo per trovarlo potrebbe essere quello di procedere ad una sorta di pressione o sfregamento della zona. Se vogliamo cercare di stimolare questo punto con le dita, possiamo farlo semplicemente penetrando nella vagina e inclinando il dito verso l’alto, piegandolo ad uncino e l’azione stimolante in tal caso, può essere data dalla pressione. Esistono anche alcuni “sex toys” appositi, ovvero piccoli vibratori che non sono di dimensione fallica, ma che hanno una curvatura ad arco pensata per la sollecitazione del punto G“.

Il punto G è sempre sinonimo di piacere per le donne?

“Come nel caso del clitoride, che è un organo del piacere femminile particolarmente sensibile, anche nel caso del punto G, l’esperienza può essere diversa da donna a donna. Alcune donne infatti, vivono la stimolazione del clitoride come un’esperienza fastidiosa semplicemente perché sono più sensibili rispetto alla media e non provano piacere ma un senso di disagio. Se il punto G è alla base del clitoride lungo la parete della vagina, e la donna è sensibile alla base clitoridea, può provare fastidio o al contrario; se è poco sensibile non sentire nulla.
È bene comunque sottolineare che i primi studi sull’anatomia a la fisiologia del rapporto sessuale sono recenti. Si pensi che l’ipotesi di Ernest Grafenberg sul punto G risale al 1950. Ricordiamo anche il sessuologo e ginecologo statunitense William Masters e Virginia Eshelman Johnson psicologa americana, autori del primo studio approfondito sulla fisiologia sessuale umana.
Masters e la Johnson hanno cercato di raccogliere fatti obiettivi prendendo in esame atti sessuali; registrandoli con apparecchi di misura delle reazioni fisiologiche o documentandoli con riprese fotografiche e cinematografiche. Su questi argomenti pertanto, la ricerca non è andata oltre, anche perché le case farmaceutiche che investono denaro nella ricerca, sono orientati allo studio delle malattie e dunque molti aspetti dell’anatomia sessuale umana restano sospesi, proprio come il punto G”.

Cosa deve fare la donna e cosa deve fare il partner per “arrivare all’obiettivo”?

“A livello chirurgico-sessuale, esiste un metodo per incrementare il piacere, che noi pratichiamo nel nostro Centro di Medicina Sessuale a Milano, chiamato G-Spot Amplification che consiste nell’amplificazione del piacere prodotto dalla stimolazione del punto G. Il metodo consiste nell’iniezione di una sostanza anallergica (tipo collagene) subito sopra il punto G, che ne provoca l’ingrossamento. Il risultato consiste nel favorire maggiore attrito e di conseguenza maggiore stimolazione per provare piacere durante il rapporto sessuale. Un sistema utile soprattutto per le donne che hanno difficoltà nel provare l’orgasmo. Ma anche questo non è detto che funzioni al 100% in quanto alcune donne possono soffrire di anorgasmia come conseguenza di motivi di natura psicologica o culturale. Diciamo che questo è un possibile aiuto per chi ha poca sensibilità dal punto di vista fisico”.

Posizioni migliori per stimolare il punto G

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Per quanto riguarda invece le potenziali posizioni tra l’uomo e la donna durante un rapporto sessuale, utili a favorire la stimolazione del punto G, possono essere:

1)      La posizione del missionario, in particolar modo tendente a formare un angolo retto. Per intenderci, se in questa posizione riusciamo a far inclinare le gambe della partner verso il petto del partner, creando una zona ad angolo retto tra l’inclinazione del pene e la parete della vagina, tale posizione permette al pene di arrivare a toccare la zona interessata.

2)      Altra posizione è quella cosiddetta “ad amazzone”, ma invertita. Si tratta della posizione in cui la donna si pone sopra l’uomo. Per arrivare a stimolare il punto G, però, la posizione non dovrà essere viso a viso, ma la donna dovrà dare le spalle al partner. Se riesce anche a tenere la schiena inclinata, è possibile che il pene del partner, puntando verso l’alto e creando una sorta di angolo retto all’interno delle pareti, riesca a stimolarlo.

Quello però che deve essere chiaro, è che il piacere sessuale significa innanzitutto avvertire le giuste sensazione senza sentirci schiavi del nostro corpo.

L’orgasmo purtroppo diventa per molte donne un’ossessione e non un piacere, poiché spesso l’incapacità di raggiungerlo è considerata erroneamente come inadeguatezza; e può generare frustrazioni, depressione e sensi di colpa. Il punto G non è un bottone magico che basta toccare per avere un orgasmo; perché la vera magia, è sempre legata alle emozioni e all’eccitazione.


Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Wellness coach
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