Rughe d’espressione: colpa degli smartphone?

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20/02/2021

Non c’è una data precisa per le rughe, appaiono quando meno te lo aspetti; dalle rughe d’espressione a quelle per l’età, secondo un recente studio, uno dei principali portatori di questi inestetismi del tempo è l’eccessivo utilizzo dello smartphone, il quale causerebbe uno sforzo tale da generare rughe.


Smartphone

Piccole rughe compaiono precocemente sul volto delle giovanissime: alcuni esperti londinesi in prevenzione dell’invecchiamento hanno pubblicato uno studio sull’Evening Standard attribuendo parzialmente la colpa agli smartphone.

Le dimensioni dei telefonini intelligenti sono ridotte e il viso si corruga troppo spesso per leggere la posta, gli sms e navigare in Internet.

“Si tratta di rughe d’espressione – dice Marcello Monti, Primario di dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e Docente di dermatologia all’Università degli Studi di Milano – quindi, il punto di partenza è cercare di eliminare la causa, magari limitando l’uso dei piccoli dispositivi tecnologici.

I principali colpevoli delle rughe sono, infatti, la mimica, i raggi UV e la forza di gravità. La mimica, cioè la contrazione di decine di muscoli per centinaia di volte al giorno, con il tempo indebolisce le fibre di elastina e di collagene. E si formano le ‘rughette d’espressione’, le più difficili da trattare. I raggi UV, a loro volta, distruggono le fibre creando rughe minori e macchie. Infine, la forza di gravità causa il cedimento della pelle, che ha perso elasticità”.


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Pro e contro dei trattamenti anti-age “tradizionali”

Smartphone

“Eseguire massaggi fai-da-te al viso e spalmare creme anti-età non produce risultati visibili. E se si decide per trattamenti anti-age – spiega il professor Monti – si devono conoscere quelli realmente efficaci e che non rovinino la pelle.”

Facciamo un po’ di chiarezza. I peeling chimici con acidi forti, molto utilizzati in passato, hanno deluso. Il risultato estetico che si otteneva era solo temporaneo e, ripetendolo, si andava incontro a un progressivo invecchiamento della pelle.

Anche il laser con il tempo si è rivelato un fallimento perché dopo due-tre anni di trattamento aumentava la flaccidità della pelle. Lo stesso per le radiofrequenze e la luce pulsata: il miglioramento transitorio era seguito da un peggioramento. E allo sfibramento causato dal calore purtroppo non vi è rimedio.

Più recentemente si è arrivati ai fillers, cioè il riempimento delle rughe con l’acido ialuronico o le cellule del proprio grasso (lipofilling) e, da poco, del plasma (vampire lift). In tutti i casi, però, si riassorbono troppo in fretta. Il botox, invece, è a lento riassorbimento, ma la pelle può formare indurimenti o, addirittura, cicatrici. Bene, invece, le più moderne tecniche di Dermatologia Rigenerativa”.

Dermatologia Rigenerativa per stimolare la cute

Dermatologo

La possibilità di attivare le cellule staminali della pelle ha dato origine alle tecniche di ringiovanimento di Dermatologia Rigenerativa. “Abbandonati acidi, calore e fillers, oggi si sfruttano, in modo fisiologico, le capacità di reazione della pelle stessa. La tecnica più affermata – spiega il professor Monti – è la Terapia Fotodinamica, che consiste nell’eliminare selettivamente, attraverso un fotosensibilizzante, le cellule invecchiate in modo che siano sostituite da cellule giovani generate dalle cellule staminali.


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Anche il Needling, che consiste nel provocare migliaia di micropunture con appositi aghi per fare in modo che la pelle reagisca producendo fattori di crescita, sta dando ottimi risultati.

Molto promettente è anche la tecnica del Micropeeling, che consiste nell’accelerare il processo di ricambio delle cellule aumentando la velocità di desquamazione.

Infine, la Fotobiostimolazione, che consiste nell’attivare le cellule con impulsi luminosi non calorici, sembra dare risultati molto validi. Sono tutte tecniche fisiologiche e naturali e andranno a sostituire quelle aggressive utilizzate finora”.