Palpebre pesanti: tecniche e soluzioni

31/07/2021

Palpebre pesanti? Grazie alla tecnica blefaroplastica è possibile rinfrescare la zona perioculare, così che il viso appaia più disteso e con qualche anno in meno: ecco la tecnica spiegata dal dottor Girardi

occhi palpebre

Si dice che alla bellezza degli occhi faccia bene l’allegria, ma da una certa età in poi c’è ben poco da stare allegri. La bellezza è legata alla freschezza del volto che con gli anni inizia a sfiorire, specie in alcune zone. Tra queste, quella intorno agli occhi non solo è un po’ lo specchio del nostro stato di salute psicofisica, rivelando una stanchezza accumulata da più giorni o un umore non proprio alto, ma è anche quella che più di ogni altra mostra il fisiologico e inevitabile scorrere del tempo.

Palpebre pesanti, occhiaie, borse, per non parlare di rughette e zampe di gallina, incidono pesantemente sull’estetica dello sguardo, conferendogli un’aria preoccupata, stanca, sfiorita, in una parola: invecchiata! Come ritrovare un’espressione luminosa, vitale e soprattutto più giovane? Con la blefaroplastica è possibile rinfrescare la zona perioculare, così che il viso appaia più disteso e con qualche anno in meno. Ma trattandosi di una delle parti più delicate del volto, data l’importante funzione dell’organo nobile che vi appartiene e la sottigliezza della pelle, è importante affidare l’intervento a chi, oltre alla specializzazione chirurgica, possiede anche una vasta conoscenza dell’occhio e dei suoi annessi.


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“Il chirurgo oculista – spiega il dottor Girardi – è in grado di consigliare la paziente per la scelta della tecnica chirurgica più adatta, così come la terapia pre e post operatoria, nonché di gestire eventuali patologie già presenti (occhio secco, opacità corneali, glaucoma, ecc.), adottando accorgimenti ‘su misura’ a seconda del caso e nel totale rispetto della salute dell’occhio. Sempre, ovviamente, senza penalizzare il migliore risultato estetico”.

Grazie alla blefaroplastica, risolutiva per eliminare sia la pelle in eccesso delle palpebre superiori (con un netto miglioramento anche delle zampe di gallina che vengono “alleggerite” dal peso del cedimento che le sovrasta aggrinzandole sempre più) sia le borse adipose di quelle inferiori, lo sguardo ritrova la bellezza di un tempo e riacquista subito quell’espressione luminosa e vitale dall’effetto ringiovanente per tutto il viso.

“Se il risultato è globale, non si tratta però di una soluzione puramente estetica – precisa lo specialista –, in quanto ne beneficia anche l’aspetto funzionale: si vanno a riequilibrare possibili asimmetrie, a risolvere problemi spesso correlati (come l’affaticamento della vista frequentemente ridotta soprattutto nei quadranti laterali) e a ripristinare la normale lacrimazione che con gli anni può essere compromessa da alterazioni dei canali lacrimali, proprie della senilità”.

Tecnica laser o lama fredda per palpebre pesanti

occhi

Le procedure di ultima generazione indicano indifferentemente per l’incisione sia la tecnica laser sia quella a “lama fredda” (il bisturi). Le tecniche sono identiche, la differenza è data solo dal fatto che mentre il laser da una parte permette un’incisione ultra precisa, grazie al manipolo (una specie di penna) che emette pulsazioni d’intensità modulabile, dall’altra coagula al contempo tutta la zona trattata, differentemente dal bisturi che consente di procedere in seguito con la cauterizzazione solo nei punti laddove necessario.


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Non è detto che la coagulazione fatta dal laser durante il taglio sia definitiva, in quanto potrebbe essere insufficiente e richiedere poi ulteriori manovre per coagulare il sangue. Considerando che ogni coagulazione è una micro ustione, con il laser la palpebra subisce un maggior trauma termico.

La tecnica: blefaroplastica superiore e inferiore

Nella stessa seduta è possibile intervenire su entrambe le palpebre, superiori e inferiori. Per quelle superiori la tecnica consiste nell’incisione del lembo cutaneo eccedente, seguita dallo scollamento del sottocutaneo e dalla rimozione della losanga di pelle e degli inestetismi a volte correlati, come cistine adipose, verruche pendule, macchie gialle o di vecchiaia.

Dopo un’accurata coagulazione dell’area trattata, così da allontanare al massimo il rischio di ematomi e favorire la migliore cicatrizzazione, si procede alla sutura dei margini, tramite micro punti effettuati con fili specifici, sottili come capelli. Sulla sutura vengono quindi applicati appositi cerottini (strips) a protezione della ferita, che verranno rimossi dopo 5-7 giorni. L’intervento, che dura all’incirca 30 minuti per palpebra, richiede una blanda sedazione a cui segue un’anestesia locale. La blefaroplastica inferiore prevede, invece, uno scollamento a “busta da lettera” sotto il margine cigliare, da cui poi eliminare il grasso in eccesso, spesso qui molto più abbondante rispetto a quello presente nelle palpebre superiori.

Rimosso anche il lembo della cute in eccesso, con la sutura finale si avrà cura di mimetizzare il tratto in una delle rughe mimiche già presenti. Il dolore? Per entrambi gli interventi, solo un lieve fastidio transitorio: si tratta pur sempre di un intervento chirurgico! Il post operatorio ha un decorso normale: gonfiori e rossori andranno a ridursi nei primi giorni, e anche le crosticine, tipiche del processo di cicatrizzazione, cadranno presto da sole.