Maria De Filippi su Raffaella Carrà: “Ecco perché era un’icona gay”

Ilaria
  • Dott. in Scienze della comunicazione
25/07/2021

Maria De Filippi si è raccontata in un’intervista rilasciata a La Stampa dove non poteva mancare anche un ricordo di Raffaella Carrà, scomparsa lo scorso 5 luglio. La conduttrice di Uomini e Donne ha raccontato che tra lei e Raffaella Carrà si era instaurato un rapporto davvero speciale e ha spiegato perché è stata da subito un’icona gay. 

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Maria De Filippi è tornata a parlare rilasciando un’intervista per La Stampa dove ha parlato del suo stile di conduzione e dei suoi programmi, pronti a ripartire per la prossima stagione televisiva. La conduttrice, però, ha anche voluto ricordare nuovamente la sua grande amica Raffaella Carrà, che è venuta a mancare lo scorso 5 luglio all’età di 78 anni.

Maria De Filippi era legata da una forte amicizia a Raffaella Carrà, che prima aveva ammirato in televisione da telespettatrice e che poi ha avuto modo di conoscere dal vivo essendo stata intervistata nel programma “Pronto Raffaella”:

“Con Raffaella avevo un rapporto che nasce molto prima che la conoscessi, la guardavo in Tv. Poi, quattro anni fa, mi è stato chiesto di partecipare ad una sua trasmissione e l’ho conosciuta finalmente di persona”.

Maria De Filippi: Raffaella Carrà e la comunità LGBT

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Maria De Filippi, nel parlare del carattere di Raffaella Carrà, definita come “acuta, intelligente, sensibile”, non poteva far a meno di parlare anche della comunità LGBT, che l’ha sempre vista come un’icona gay: 

“Perché la Carrà è diventata una icona gay? Era un’icona e basta. Forse piaceva al pubblico omosessuale perché magari ballava vestita da suora sexy e poi raccontava di essere cresciuta da sola con sua madre: questo le consentiva di dire che non c’è nessun problema in una famiglia costituita da due uomini o da due donne”.

La forza della comunità LGBT e del sostegno ai loro diritti ha assunto maggiore importanza soprattutto in questo periodo in cui si sta discutendo l’approvazione del ddl Zan, che Maria De Filippi ha definito semplicemente come “una questione di civiltà”, dimostrandosi favorevole.