Maneskin: i francesi chiedono la squalifica

24/05/2021

La vittoria dei Maneskin non va proprio giù ai francesi che si sono visti strappare sotto il naso questa vittoria all’Eurovision Song contest; in una intervista a RTL France un giornalista ha interpellato un ministro francese, chiedendogli un parere su questo presunto abuso di cocaina in diretta. Scopriamo cosa hanno detto i francesi a riguardo.

Maneskin-france

I Maneskin hanno trionfato nell’ultimo Eurovision Song Contest, riportando a casa la vittoria dopo 31 anni; da quel 1990 ad oggi abbiamo visto tanti stati superarci in questa competizione, arrivando anche secondi nel 2019 con Mahmood.

L’Italia ha sempre applaudito alle vittorie altrui ma, purtroppo, questo non è quello che i francesi stanno facendo con il nostro Paese; dopo le ingiuriose accuse di una giornalista francese contro Damiano David, frontaman dei Maneskin, di aver fatto uso di cocaina in diretta, i francesi non si sono fermati ed hanno continuato ad attaccare la band.

In una recente intervista su RTL France, un giornalista ha interpellato un ministro francese per avere un parere in merito alla questione.


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La Francia contro i Maneskin

RTL-FRANCE

Online i francesi stanno chiedendo a gran voce che i Maneskin vengano squalificati per via di questo abuso di cocaina in diretta; Damiano David, accusato in prima persona, ha dichiarato di volersi sottoporre anche ad un test antidroga, ma questo non placherà gli animi dei francesi.

In una trasmissione radio è intervenuto il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian che ha dichiarato:

“Questo Eurovision è una bella festa. Il secondo posto di Barbara Pravi è comunque un onore per noi francesi. Spetta alla commissione etica dell’Eurovision decidere, se c’è un problema. Non voglio interferire in questa giuria, non è di mia competenza. Ci sono organizzazioni specializzate, Eurovision è responsabile dell’onore di questa competizione, e se c’è bisogno di fare dei test, faranno i test”.

Il ministro è rimasto molto super partes, dimostrando un minimo di raziocinio in una storia che sta assumendo dei contorni sempre più ridicoli e, a tratti, grotteschi.