Le Iene, Elena Santarelli: “Mi sentivo sbagliata”

Luca Uccello
  • Esperta in TV e Spettacolo
17/11/2021

Il monologo di Elena Santarelli a “Le Iene” ha colpito al cuore. Uno sfogo liberatorio per una mamma che convissuto per troppo tempo con il senso di colpa della malattia di suo figlio Giacomo. Un figlio nato dall’amore con l’ex calciatore Bernardo Corradi e che ora sta bene, è tornato a vivere…

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Il figlio di Elena Santarelli e dell’ex calciatore Bernardo Corradi è stato colpito da una grave malattia. Dopo una lunga battaglia Giacomo ora sta bene, è tornato a fare una vita normale, proprio come i suoi genitori che in questi anni non lo hanno mai lasciato solo, sacrificando anche il lavoro pur di stargli vicino.

A Le Iene, al fianco di Nicola Savino e della Gialappa’s Band, la showgirl ha però voluto raccontare in un monologo tutto il suo dolore e quell’incredibile forza che arriva da dentro quando finalmente arriva il momento di ripartire. Ma per tanto, per troppo tempo si è sentita una madre sbagliata. L’hanno fatta sentire così. E ora arriva il suo sfogo:

“Questa sera non vi parlo della malattia di mio figlio. Ma di come si torna a vivere. Durante e dopo la malattia. Io mi sono vergognata di farlo. Ho sentito parole che mi hanno fatto sentire sporca. Tipo: ‘Ma come fai a lasciare tuo figlio solo?’. Mi sono vergognata di tornare a lavorare, di uscire a cena con mio marito. Persino di andare dal parrucchiere quando ho sentito un’altra donna sussurrare: ‘Che ca**o ci fa qui la Santarelli? Io con un figlio malato starei a casa’. E a casa ci tornavo. Mi buttavo subito sotto la doccia, per pulirmi dallo sporco che quegli sguardi mi avevano appiccicato addosso. ‘Fai schifo’, mi dicevo, ‘cosa ti è venuto in mente?’. Grattavo via lo smalto appena messo sulle unghie, perché mi sentivo male a essermi presa un pezzo di vita per me…”

Elena Santarelli si vergognava di essere felice

elena santarelli

A Le Iene, Elena Santarelli si commuove nel rivivere quello che è stata costretta a vivere. Si commuove, le cade qualche lacrima dal viso. È tutto vero:

“Quegli sguardi, quelle parole ti dicono che c’è solo un posto dove puoi stare: al fianco di tuo figlio che si sta ancora curando. Quegli sguardi ti proibiscono di essere altro dalla malattia. C’è un’altra cosa che ti impedisce di tornare a vivere. È il senso di colpa per la fortuna che hai avuto. Perché tante amiche che ho conosciuto in ospedale, mamme come me, oggi non hanno più i loro figli. E quella fortuna sentivo di non meritarla più di loro. Così ho cercato di nascondere la mia felicità. Ma quelle mamme mi hanno detto: ‘Non ti devi vergognare»’ Ed è solo grazie a loro, Valeria, Elena e Valentina, che non mi hanno condannata ma mi son state accanto, che ho potuto tornare a vivere tutte le mie emozioni e mi finalmente sono liberata…”

Oggi per fortuna Elena ha ritrovato il sorriso, la voglia di vivere, ha superato quel senso si colpa che l’aveva imprigionata per troppo tempo e per questo deve ringraziare i suoi uomini:

“Sono grata che i miei uomini, Giacomo e Bernardo, siano con me. E sono grata di avere imparato questa lezione, una delle poche che posso insegnare alle mie amiche donne: non sentitevi sporche, non sentitevi in colpa. Mi sono sentita una madre sbagliata, ma non voglio farlo più. E non fatelo neanche voi. Non abbiate paura di tornare a vivere”.