Gianluca Vialli è morto a Londra: lutto nel calcio

Jenny Bertoldo
  • Laureata in Filologia moderna
06/01/2023

Lutto nel mondo del calcio: arriva l’annuncio della scomparsa di morto Gianluca Vialli. L’ex calciatore, campione e icona di squadre come Sampdoria, Juventus, Chelsea e della Nazionale italiana, aveva 58 anni e stava lottando contro un tumore al pancreas.

Gianluca Vialli è morto a Londra: lutto nel calcio

Il 14 dicembre scorso Gianluca Vialli aveva annunciato il ritiro dalla Nazionale, dov’era capo della delegazione. Poi oggi la terribile notizia della sua morte. La famiglia scrive:

Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori.

Vialli debuttò nel novembre 2019, mentre era già impegnato nella lotta contro un terribile tumore. Vialli accoglieva e motiva i giocatori, e spiegava loro:

Molti di voi sono come me, appassionati di mantra — raccontava ai giocatori — e allora vi dico che un viaggio di mille chilometri inizia con un singolo passo.

Vialli godette dello scudetto del 91, con la Sampdoria; vinse anche grandi emozioni: la finale di Coppa Campioni persa con il Barcellona nel 1992 e l’addio al presidente Mantovani.

Gianluca Vialli è morto, lottava contro il cancro

Gianluca Vialli è morto a Londra: lutto nel calcio

Ma oltre alla carriera, qualcosa era entrato nella sua vita per sconvolgerla. Nel libro Goals, edito da Mondadori, aveva svelato la sua lotta contro il cancro con parole toccanti:

Lo guardo, dubbioso. Perché mi devo fermare? La mia vita è un continuo movimento tra Londra, Milano, la Bbc, Sky, la mia famiglia, i colleghi, i campi da golf, gli amici. Cosa devo fermare? La risposta me la dà la risonanza magnetica: ferma tutto, Luca. Hai un cancro al pancreas. Quando me lo dicono io ancora non lo so che è uno dei più gravi, ma lo capisco da come il dottore soffia le parole fuori dalle labbra: «Ci sono buone possibilità». Buone possibilità di cosa? mi chiedo. E, quando lo capisco, io che fino a quel momento della mia vita da atleta non sapevo niente di malattie, biopsie, pet-scan, di linfonodi e liquidi di contrasto, mi sento perduto.

Famigliari e amici lo ricordano con affetto nel triste giorno della sua scomparsa.