Gf vip: Gegia ancora nel mirino per il caso Bellavia

Jenny Bertoldo
  • Laureata in Filologia moderna
10/10/2022

In questi giorni si sono accesi ancora di più i riflettori sul Gf Vip per via del caso di Marco Bellavia. A finire nel mirino delle accuse anche  Gegia, che ha voluto prendere la parola per dire la sua.

Gf vip: Gegia ancora nel mirino per il caso Bellavia

Il caso Bellavia ha fatto scoppiare tante polemiche al Gf Vip, e Gegia è stata una delle concorrenti accusata per le parole usate verso il conduttore. Nelle ultime ore la stessa ha preso la parola rivelando un fatto inedito su Marco Bellavia:

CON QUESTO FATTO DI MARCO TUTTI DICONO “CHE ME**A CHE È GEGIA”. MA VOLEVA FARE COSE NEL LETTO! PERCIÒ IO GLI HO DETTO CHE NON STAVA BENE. VOLEVA FARE… STARE A LETTO CON ME. EH SÌ… IO GLI HO DETTO “SEI MATTO? TU NON STAI BENE”. IO STAVO SCHERZANDO, SÌ. MA NON L’AVREI FATTO LO STESSO.

Di recente Marco Bellavia ha scritto una lunga lettera ai suoi ex compagni del reality show spiegando come si sente:

Ho guardato da casa la scorsa puntata e mi faceva una certa impressione guardarvi dall’esterno senza essere più con voi. Voi lì tutti agghindati pronti per la serata di gala e io a letto a leccarmi le ferite di giorni dolorosi, che ancora oggi faccio fatica a dimenticare. Mi scorrevano davanti agli occhi i vostri volti e i vostri sorrisi. Forse eravate già pronti e lo capisco a voltare pagina e a dimenticare. Perché in televisione succede spesso così. Tutto si consuma in fretta e si cambia registro come niente. Però non è andata così.

Gf Vip: Gegia dice la sua sul caso Bellavia

Gf vip: Gegia ancora nel mirino per il caso Bellavia

La lettera di Marco Bellavia prosegue così:

Mano a mano che i minuti passavano e Alfonso continuava il suo racconto i vostri volti sono cambiati. Si sono materializzati i casi di Ginevra e Ciacci, per la prima volta sono state utilizzate parole forti come branco, bullismo e si è parlato di indifferenza al dolore e incapacità di rispondere a una richiesta d’aiuto. Il mio dolore, la mia richiesta d’aiuto. Ho capito, attraverso il vostro disagio, di essere riuscito in qualcosa di grande. Mettere a disposizione di chi ci guardava la mia esperienza di vita e debolezze. I miei stessi demoni. Volevo lanciare un messaggio, quello che solo insieme si può soffrire di meno, condividendo un messaggio possiamo rendere un dolore meno pesante e insopportabile. Di fronte alle immagini che lunedì sera scorrevano davanti ai vostri occhi alcuni di voi erano imbarazzati, altri indifferenti, alcuni pietrificati dal dolore.