Firenze: dove la scienza incontra l’arte

Sandra Tomassini
  • Esperta in TV e Spettacolo
09/02/2021

Cosa hanno in comune arte e scienza? La vita e le opere di Leonardo Da Vinci si uniscono alla ricerca scientifica per offrire un racconto della vita di questo grande artista che ha fatto dell’arte e della ricerca le sue ragioni di vita. 

arte 1È dal lontano 1956 che il Gruppo farmaceutico Menarini, accanto alla ricerca scientifica, allo studio e alla produzione di farmaci innovativi e di altissima qualità in grado di contribuire alla salute dei pazienti di tutto il mondo, continua a portare avanti con successo anche un l’impegno nei confronti dell’arte.

Proseguendo nell’impresa meritoria di dare corpo ogni anno a una monografia d’artista, la tradizionale collana Menarini di volumi d’arte si arricchisce oggi di una pubblicazione dedicata a Leonardo da Vinci, uno dei massimi talenti del Rinascimento italiano. Pittore, scultore, architetto, ma anche matematico, ingegnere e scrittore, un uomo dalla curiosità instancabile, che non voleva solo rappresentare il mondo, ma soprattutto comprenderne i suoi fenomeni, sperimentandoli, e studiando per questo, da autodidatta, molte scienze.

“Devo confessare d’essere stato abbagliato – studiando proprio le opere di Leonardo agli Uffizi, che di quei miti è quasi l’emblema – ha dichiarato il Prof. Antonio Natali, storico dell’arte e direttore fino allo scorso anno della Galleria degli Uffizi – dalla precocità di lui nell’assumere un’espressione formale che avrebbe informato tempi d’una ventina d’anni susseguenti. Sicché m’è parsa davvero buona cosa che Menarini abbia deciso di dedicare a Leonardo il volume di quest’anno, chiedendone tuttavia una lettura inusuale”.

arte 2Alla presentazione dell’opera, avvenuta nel Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, è intervenuto anche l’autore:

“Nell’evidente impossibilità di dare conto con completezza della multiforme creatività di Leonardo e dell’amplissimo spettro delle sue attività e competenze, – ha spiegato il Prof. Marco Versiero, – si è scelto di prediligere un racconto della sua vita e della sua carriera di artista, di tecnico, di pensatore, che s’inserisse nel più vasto panorama delle vicende storico-politiche del suo tempo, col quale egli ebbe direttamente a confrontarsi. Si è cercato, dunque, di intrecciare la discussione del valore artistico e scientifico della sua opera con il rilievo storico delle relazioni da lui intrattenute a vario titolo con i potenti dell’epoca (dai Medici agli Sforza, dai Borgia ai re di Francia) e con eminenti personalità di spessore diplomatico e politico (da Bernardo Rucellai a Girolamo Savonarola, a Niccolò Machiavelli)”, ha concluso Versiero.