Fedez: furioso con il Codacons

Arianna Preciballe
  • Appassionata di Gossip e Tv
  • Laureata presso il NID - Nuovo Istituto Design
14/07/2021

Ancora una volta Fedez è finito nel mirino del Codacons. L’associazione consumatori, infatti, stavolta ha attaccato il rapper in merito alla raccolta fondi che l’uomo ha aperto per aiutare i lavoratori del settore della musica e dello spettacolo, messi in ginocchio dalla pandemia. Il marito di Chiara Ferragni, così, è sbottato sui social! 

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Non c’è pace per Fedez che, ancora una volta, è stato attaccato dal Codacons. Il cantante, come ha mostrato sui suoi social, in queste ore è stato di nuovo accusato dall’associazione consumatori, che ha chiesto la chiusura della raccolta fondi istituita dal marito di Chiara Ferragni in favore dei lavoratori del mondo della musica.

Quella tra il rapper e il Codacons è una lotta che va avanti da anni e solo poche settimane fa l’uomo era stato attaccato per il video del suo nuovo singolo “Mille”, in cui sembrava ci fosse della pubblicità occulta per la Coca-Cola.

Proprio come allora anche oggi il cantante ha raccontato la vicenda ai suoi followers, sbottando sul suo account per l’assurdità della questione.

Fedez: ancora attacchi dal Codacons

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Anche se finora ci ha scherzato su ironizzando sulla questione in queste ore Fedez è sbottato contro il Codacons, che ha deciso di mandargli l’ennesima raccomandata!

L’associazione, infatti, avrebbe accusato il cantante in merito alla raccolta fondi da lui istituita per i lavoratori del mondo dello spettacolo, paragonandola a quella di Malika, la ragazza cacciata di casa perchè lesbica che si è comprata una Mercedes con i soldi ricevuti.

“Fate schifo, io sono stufo di essere perseguitato da voi, è incredibile che nessuno faccia niente per controllare voi”.

ha detto il rapper nelle sue stroies, ormai arrivato al limite della sopportazione.

“Io cerco sempre di farmi una risata però si è arrivati ad un punto dove è veramente insostenibile questa cosa”.

ha continuato l’uomo, incredulo davanti a questa assurda situazione.

“Io ho almeno una trentina di denunce, devo andare al tribunale almeno trenta volte per questi stron*i che intasano i pubblici uffici. Mi sono rotto il ca**o non è possibile una cosa del genere”,

ha continuato, furioso. Insomma, la guerra sembra non aver intenzione di finire.