Papa Benedetto XVI e Pelè sottoposti alla tanatoprassi: cos’è e a cosa serve

Negli ultimi giorni si è sentito parlare di tanatoprassi, tecnica che garantisce una conservazione ottimale del corpo, specialmente dopo la morte di due figure molto importanti appartenenti a due famose sfere differenti tra di loro: religiosa e sportiva.

(EXTRA) Tanatoprassi: la conservazione della salma spiegata

I corpi di due figure molto importanti entrambe scomparse recentemente, Papa emerito Benedetto XVI e Pelé, sono stati conservati grazie all’utilizzo della tanatoprassi, la quale etimologia già ne fa intuire il significato. Il termine deriva infatti dal greco thanatos (morte) e praxis cioè “pratica”.

Con la tanatoprassi si garantisce il naturale ritorno in polvere del corpo in massimo di 10 anni, (basti pensare che per un corpo senza trattamenti ce ne vogliono minimo 40). La tecnica permette anche di fissare tessuti e le lesioni come in una preparazione istologica, motivo per cui è molto d’aiuto anche nella medicina legale. Ma cos’è e cosa implica la tecnica della quale si sente tanto parlare?

La tanatoprassi è un insieme di procedimenti che si effettuano post mortem per permettere una conservazione delle salme che sia igienica e duratura, proprio come è stato fatto negli ultimi giorni per Papa Ratzinger e Pelé.

Tanatoprassi: come funziona la pratica per conservare i corpi

(EXTRA) Tanatoprassi: la conservazione della salma spiegata

La tanatoprassi è una pratica che consente di effettuare processo altamente igienico nel settore funerario e cimiteriale; nello specifico, colui che si occupa di mettere in atto la pratica (chiamato il tanatoprattore) inietta nel circuito sanguigno della salma il Fluytan, che va a sostituire una sostanza ormai “obsoleta”, cioè la formalina.

Per capire ancora meglio cosa comporti la tanatoprassi, la pratica può essere spiegata come un processo simile all’imbalsamazione, ma temporanea. Con la tanatoprassi infatti, la salma si conserva in maniera ottimale per circa 10-15 giorni, così da permettere l’esposizione pubblica.