Disturbi della memoria: uno studio italiano scopre il segreto

Uno studio rivoluzionario dell’Università di Torino, pubblicato su “Cell Reports”, ha evidenziato un meccanismo cerebrale fondamentale per la distinzione e la memorizzazione di eventi simili, aprendo nuove prospettive per il trattamento dei disturbi della memoria. Condotta dal team del Prof. Benedetto Sacchetti del Dipartimento di Neuroscienze, la ricerca ha mostrato come l’amigdala cerebrale gestisca separatamente i ricordi di eventi simili grazie all’azione di specifici neuroni inibitori.

Durante lo studio, i ricercatori hanno analizzato l’attività cerebrale mentre i soggetti apprendevano due eventi distinti ma con elementi comuni. Hanno scoperto che, mentre alcuni neuroni si attivano esclusivamente per uno dei due eventi, altri rispondono a entrambi, aiutando a ricordarne le similitudini. Questo equilibrio è regolato dai neuroni inibitori che, se bloccati, aumentano la sovrapposizione dei ricordi, causando confusione.

Approccio multidisciplinare per capire il segreto della memoria

Il lavoro si distingue per il suo approccio multidisciplinare, combinando tecniche di biologia molecolare, comportamentale, microscopia avanzata e modulazione dell’attività neuronale attraverso la marcatura chemogenetica. Questa metodologia ha permesso di visualizzare e manipolare i neuroni responsabili della distinzione e del riconoscimento degli eventi, svelando il ruolo cruciale dei neuroni inibitori nel mantenere la specificità dei ricordi.

Le implicazioni di questa scoperta sono significative, specialmente per il trattamento di patologie legate alla memoria, come le demenze e il disturbo post-traumatico da stress, dove spesso si verifica una confusione dei ricordi. La ricerca apre quindi la strada a nuove strategie terapeutiche volte a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da questi disturbi