Come evitare lo spreco alimentare: 10 regole

Troppo cibo finisce nella spazzatura: circa 4mila tonnellate di alimenti buoni ogni anno. E le recenti feste di fine anno ne sono state un ulteriore esempio. La parola d’ordine è “sobrietà nei consumi alimentari”, vediamo come fare.

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In tempo di crisi l’ANDID (Associazione Nazionale Dietisti) rilancia un comportamento “etico”, che induca alla moderazione verso il cibo e al recupero degli avanzi, proprio come facevano le nostre nonne (chi non ricorda le polpette?). Ma anche a dirigersi verso alimenti di stagione (più gustosi) e a catena filiera corta (meno inquinanti). Il comportamento alimentare corretto, non si deve fermare solo all’acquisto e alla lettura dell’etichetta, ma anche all’utilizzo e smaltimento dei prodotti.

Italia: sprechi in aumento

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Nonostante le campagne di sensibilizzazione, cresce sempre di più lo speco di cibo, come spiega la Presidente ANDID Giovanna Cecchetto:

“La tendenza allo spreco non sente ragioni, economiche o scientifiche. È in crescita perché il nostro stile di vita sta inesorabilmente cambiando. E così, mentre oltre 7milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà relativa, si buttano al macero cibi buoni perché ne abbiamo comprati troppi (nel 40% dei casi), ci siamo fatti convincere dall’allettante «prendi tre paghi due» senza riflettere sulle nostre reali necessità (21% dei casi) oppure sono scaduti o andati a male (24%), non sono piaciuti (circa 9%) o non servivano proprio (7%). L’impegno di ANDID volge proprio verso la promozione di un modello alimentare sostenibile, che bandisca ‘le abbuffate’, ma anche gli inutili sprechi e contribuisca al miglioramento della salute, alla protezione delle risorse naturali e alla valorizzazione del lavoro dell’uomo”.

Le ricette della nonna contro gli sprechi

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Nonostante le attenzioni, può comunque capitare di avere alcuni avanzi nel frigorifero.  Invece di buttarli, possiamo riutilizzarli per creare ricette che sono allo stesso tempo gustose ed economiche. Come suggerisce Manuela Pastore, dietista all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), dovremmo:

“Valorizziamo i piatti locali che fanno parte della nostra tradizione. E prendiamo esempio dai nonni chiedendo di insegnarci i loro segreti e menù. Cerchiamo di non abbondare nelle porzioni, ma, se dovessero esserci degli avanzi, proviamo ad usarli per cucinare piatti gustosi. Le migliori ricette della tradizione contadina, per esempio, sono realizzate con pane raffermo che ben si presta per zuppe o polpettoni. Qualche avanzo si può anche surgelare per poi scongelare al bisogno e ritrovarsi il pranzo già cucinato. E preferiamo frutta e verdura di stagione, che hanno un valore nutrizionale più completo, un sapore migliore e… prezzi più bassi. Meglio porre un limite anche ai prodotti esotici. Il lungo tragitto dal luogo di produzione ai mercati è indirettamente responsabile di una grande emissione di anidride carbonica”.

Le regole per non abbuffarsi e non sprecare cibo

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1.   Non arrivare affamati al momento dei pasti.

2.   Ascoltare e rispettare i segnali di sazietà del nostro fisico.

3.   Evitare pane e grissini tra una portata e l’altra.

4.   Evitare di farsi versare il vino più volte, bere a piccoli sorsi controllando la quantità.

5.   Se si conosce il menù, preferire i piatti più graditi e ridurre la porzione o evitare quelli che apprezziamo meno.

6.   Farsi servire porzioni moderate (anche se si paga!).

7.   Non rinunciare alle verdure, che aiutano a saziarsi.

8.   Pianificare i menù (nel caso si festeggi o ceni in casa), e acquistare alimenti nella quantità corretta e proporzionata al numero degli invitati.

9.   Non lasciarsi tentare dalle offerte/sconti per limitare eccessive “scorte” di alimenti.

10.  Approfittare del tempo libero per fare un po’ di attività fisica (magari una bella camminata in compagnia).