Chirurgia plastica con simulazioni 3D: come scegliere l’intervento

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08/01/2021

Come scegliere l’intervento di chirurgia estetica grazie alla simulazione 3D. Importante sia per il chirurgo che per la paziente in fase di visita preliminare, per farsi un’idea della nuova fisionomia post-intervento e aiutare a scegliere la soluzione più congeniale.

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La chirurgia plastica fa passi da gigante. Specie per il trapianto di grasso, cresciuto in Italia del 20% raggiungendo quota 28.500 interventi e diventando il quarto più praticato dopo liposuzione, aumento del seno e blefaroplastica (indagine Aicpe, marzo 2015).

Chiamato anche lipofilling, l’intervento consente di rimodellare i volumi di viso, seno e corpo prelevando le cellule adipose del paziente e re-iniettandole là dove serve.

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“Una tecnica che ha cambiato l’approccio alla chirurgia estetica, puntando sul riposizionamento delle masse e annullando i rischi di rigetto o intolleranza – conferma Chiara Botti, chirurgo plastico -. In particolare ha rivoluzionato la chirurgia del volto, dando ottimi risultati in abbinamento al lifting e ad altri interventi, ma anche migliorato il rimodellamento del seno, permettendo di correggere lievi asimmetrie o di perfezionare il risultato di un aumento del seno con protesi”.


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Negli anni le procedure per il lipofilling si sono evolute, rendendo l’intervento sempre più preciso.

“I macchinari di ultima generazione consentono simulazioni 3D che aiutano medico e paziente a capire come sarà il risultato finale – spiega sempre Cella –. Si scansiona la zona da trattare, il computer restituisce un’immagine 3D quindi si può intervenire togliendo o aggiungendo materiale per simulare il risultato. La tecnica viene eseguita prevalentemente per l’intervento di aumento del seno e il vantaggio non è solo estetico, ma anche funzionale, in quanto la macchina dice quanti grammi di materiale bisogna iniettare per avere il risultato simulato”.

Portrait of dermatologist and patient smiling at camera in clinic
Portrait of dermatologist and patient smiling at camera in clinic

Inoltre il perfezionamento delle tecniche di prelievo e reimpianto del grasso, praticate oggi con cannule sottili e di varie forme, ha fatto diminuire le percentuali di riassorbimento del materiale adiposo.

“Più si traumatizza il grasso e meno questo attecchisce. Ecco perché occorre operare il più delicatamente possibile. Ma c’è sempre da aspettarsi un certo tasso di riassorbimento, che varia da paziente a paziente – avverte la specialista –. Bisogna quindi mettere in conto di tornare dal chirurgo per mantenere e rinnovare gli effetti del lipofilling”.


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