Cellule staminali: riuscito intervento rigenerativo dei tessuti

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10/01/2021

Il primo caso di intervento rigenerativo dei tessuti è riuscito! A dare la notizia è stato il New England Journal of Medicine, importantissima rivista di medicina, che ha appena pubblicato i risultati.

Group of surgeons in operating room


Il New England Journal of Medicine, una fra le più autorevoli riviste mediche internazionali, ha appena pubblicato i risultati del primo caso mai realizzato di riparazione del tessuto bronchiale con cellule staminali.

Lo studio decreta in modo definitivo il passaggio dal laboratorio alla clinica di queste cellule studiate ovunque nel mondo per il loro potere di rigenerarsi nei tessuti in cui sono trasferite.

La tecnica è stata sviluppata dal prof. Francesco Petrella e diretta dal Prof. Lorenzo Spaggiari, in collaborazione con la Cell Factory della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano e con il Prof. Fabio Acocella del Dipartimento di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare dell’Università Statale, che ha sviluppato la fase di ricerca pre-clinica su modello animale.

Riparazione dei tessuti con le staminali: oggi è realtà

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“Per quanto ad oggi conosciamo sulle cellule staminali mesenchimali sappiamo che sono in grado di migrare ed attecchire nelle aree di infiammazione e di danno ai tessuti. Una volta impiantate nel sito da curare, nel nostro caso la fistola bronchiale, le cellule staminali mesenchimali hanno la capacità di instaurare un contatto con il microambiente cellulare circostante, che consente un processo di riparazione e/o rigenerazione, con graduale ripristino delle funzioni danneggiate”.

ha spiegato il prof. Petrella, vice direttore della Divisione di Chirurgia Toracica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

“Da decine di anni la letteratura mondiale propone soluzioni invasive per risolvere il grave difetto di cicatrizzazione chiamato ‘fistola post-chirurgica’ che si produce in circa l’8% dei casi di pneumonectomia e nel 3% dei casi di lobectomia, e può essere letale. Fino ad oggi noi chirurghi siamo stati costretti ad intervenire su malati già provati dalla chirurgia, con metodiche di salvataggio invalidanti, che possono richiedere medicazioni quotidiane anche per anni. Per questo siamo entusiasti di aver dimostrato clinicamente che le staminali adulte possono indurre una riparazione ‘naturale’, contribuendo ulteriormente allo sviluppo delle tecniche del trapianto del bronco e anche della trachea. Il trapianto con staminali infatti non crea rigetto”.

ha dichiarato il prof. Spaggiari, docente al Dipartimento di Scienze della salute dell’Università degli Studi di Milano, aggiungendo che per la tecnica clinica sviluppata allo IEO verrà avviata una ricerca clinica di fase uno.

“Sono necessari approfondimenti, studi e protocolli sia clinici che sperimentali prima che possa diventare standard. In futuro pensiamo di estendere i risultati ottenuti oggi sulle vie aeree anche ad altri distretti anatomici”


Ari
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