Calligrafia: il legame con il proprio carattere

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08/02/2021

Attraverso la propria grafia è possibile risalire ad alcuni aspetti del proprio carattere. A quanto pare infatti la grandezza della nostra grafia esprime quella che è la percezione del nostro “Io”. Con l’aiuto della dottoressa Alessandra Lumachelli tutto ciò che c’è da sapere sulla grafia.

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Andrea scrive abbastanza grande fin da bambino. Si ricorda ancora quando a scuola la maestra gli ripeteva di fare i caratteri più piccoli, perché entrassero bene tra le righe del quaderno e, quindi, la grafia apparisse anche più ordinata. Oggi Andrea è curioso di avere un’interpretazione del suo modo di scrivere. Il commento della dott.ssa Alessandra Lumachelli grafo-terapeuta, perito giudiziario e scrittrice.

Prima di rispondere ad Andrea, guardando una scrittura: che cosa balza agli occhi? Certamente la grandezza, cioè l’altezza delle lettere che compongono le parole. Sicuramente conoscete molte persone che scrivono grande; parenti, amici, colleghi e a volte vi sarete domandati se la loro scrittura fosse collegata con una parte del loro carattere, magari il loro “prendere la scena” ogni volta che entrano in una stanza.


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Cosa significa la dimensione della grafia?

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Proviamo a svelare il mistero? Cosa significa la dimensione grafica, cioè l’altezza – o grandezza – della nostra scrittura? Scrivere grande, medio o piccolo esprime la percezione del nostro Io (dove per Io si intende la parte della nostra personalità più conosciuta da noi e dagli altri); quindi il sentimento che abbiamo di noi stessi. Come sono? Come penso di essere? Sono sicuro di me? Oppure mi nascondo?

Chi scrive alto (come l’attore Luca Capuano), chi forma le lettere del corpo centrale della scrittura, quindi “c”, “m”, “n”, “r”, “s”, “v”, “z” e le vocali dai 3 mm. di altezza in su, dispone di una sicura coscienza di sé. Ha un comportamento caloroso, espansivo e ben disposto verso gli altri. Possiede concretezza e buone capacità organizzative, sia sul lavoro che nelle relazioni.

Ovviamente, come ogni segno grafico, anche la dimensione grande (in gergo “calibro grande”) della scrittura va contestualizzata in un insieme di altri segni che confermeranno la sicurezza dell’autore dello scritto, oppure la indeboliranno. Per esempio, nella figura in apertura c’è concretezza (rafforzata dalla pressione grafica) e possiede anche un orientamento verso l’alto del foglio (scrittura ascendente), a testimoniare entusiasmo e calore.

Infatti, la grafia che si stacca dal rigo immaginario di base, ossia quella linea ideale che noi seguiamo quando scriviamo su un foglio di carta di colore bianco, per spingersi verso l’alto del foglio, indica entusiasmo, ottimismo, euforia, intraprendenza, ambizione e aspirazione, desiderio di migliorare se stessi e più in generale la realtà circostante. Spesso le scritture dei personaggi del mondo dello spettacolo hanno il calibro grande, quasi necessario per stare in mezzo agli altri col sorriso sulle labbra!


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Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Wellness coach
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