BPCO la ricerca: conseguenze e rimedio

Caterina Mora
  • Dott. in Biologia della nutrizione
29/01/2021

Un nuovo studio dà migliori speranze ai pazienti con BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva). Infatti tramite nuove sperimentazioni i ricercatori hanno scoperto che la co-formulazione di due broncodilatatori tiene a bada i sintomi della BPCO fino a 16 giorni in più.

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Più giorni liberi da sintomi e miglioramento della performance per i pazienti con BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva, grazie alla prima co-formulazione indacaterolo/glicopirronio.

Studio sulla BPCO

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Dai più recenti studi effettuati, il farmaco indacaterolo/glicopirronio si è dimostrato efficace nel trattamento dei sintomi quali l’affanno, responsabile della difficoltà a svolgere le normali attività fisiche quotidiane e nella prevenzione delle riacutizzazioni della malattia.

I dati relativi alla ricerca sono stati presentati al Congresso Internazionale dell’European Respiratory Society (ERS), svoltosi a Monaco di Baviera.

Le conseguenze della BPCO

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Tra le conseguenze della BPCO la riduzione progressiva della capacità di movimento dei pazienti: dalla fatica a salir le scale, all’affanno a passeggiare fino a dovere rinunciare a camminare per brevi tragitti, e a trovare molto difficoltose semplici attività quotidiane come vestirsi o lavarsi.

La crescente fatica induce il malato ad auto-limitarsi nell’attività fisica, determinando un successivo aggravamento della patologia, un peggioramento della qualità della vita e della prospettiva di sopravvivenza.

“I pazienti con BPCO tendono ad “aggiustare” la propria attività, limitandola sempre di più con l’avanzare della malattia, in modo da non accusare affanno

– afferma Francesco Blasi, Professore Ordinario di Malattie Respiratorie all’Università di Milano, IRCCS Fondazione Cà Granda Policlinico –

Questo comportamento induce una progressiva riduzione dell’attività fisica che innesca il circolo vizioso per cui la diminuzione dell’attività riduce la capacità dei muscoli, che a sua volta determina una minore capacità di effettuare attività fisica.”

I risultati della ricerca

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La co-formulazione indacaterolo/glicopirronio in monosomministrazione giornaliera, la prima che unisce due broncodilatatori con meccanismo d’azione sinergico e complementare, ha dimostrato di intervenire positivamente migliorando i sintomi, la qualità di vita e la capacità del paziente di compiere la normale performance fisica quotidiana.

“Dallo studio emerge che la monosomministrazione giornaliera del farmaco porta, rispetto al trattamento con la terapia con tiotropio, a un incremento di 16 giorni liberi da sintomi, durante i quali i pazienti sono in grado di svolgere le loro abituali attività quotidiane. Questo risultato è davvero molto importante: significa trascorrere giornate in cui è possibile svolgere la normale attività fisica, migliorando il tono muscolare, potendo riprendere la vita sociale e uscire dall’isolamento

sottolinea Pierluigi Paggiaro, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio, l’Università degli Studi di Pisa.