Avanti un altro sotto accusa: concorrente censurato

Avanti un altro sta proseguendo per la gioia di tutti i suoi fan; nell’ultima puntata ospite anche Ruggero Freddi, conosciuto anche con lo pseudonimo di Carlo Masi. L’ex attore di film per adulti ha lanciato una forte accusa alla produzione di aver censurato un suo discorso contenente temi LGBTQ+. 

Ruggero-Freddi-Carlo-Masi

Avanti un altro è il game show di Paolo Bonolis che da ormai diversi anni intrattiene i pomeriggi di milioni di italiani; arrivato anche nella sua forma serale in prima serata, lo show di Bonolis ha adottato una nuova formula con i Vip.

Personaggi di ogni tipo, da cantanti, attori, ex gieffini e anche attori per film a luci rosse come Ruggerdo Freddi, conosciuto anche con il nome d’arte Carlo Masi.

L’attore, professore universitario con un curriculum accademico invidiabile, ha avuto molto da ridire su un piccolo taglio fatto al suo intervento nello show che, ovviamente, viene registrato.

“Sono molto deluso” le parole di Ruggero Freddi

 

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Non si è trattato di un enorme taglio ma di un qualcosa che oggettivamente ha ferito l’ex attore; un semplice saluto che non è stato inserito, motivi televisivi? Per Freddi il problema è un altro, ma la delusione resta tanta:

“Grandissima delusione. Avevo deciso di partecipare come concorrente ad Avanti un altro anche di sera perché per me queste sono importanti occasioni per dare visibilità a persone che di visibilità nel nostro paese ne hanno poca. Alla fine della mia presentazione avevo salutato tutte le persone transessuali, le quali vengono spesso dimenticate, con il caro augurio di terminare presto il loro percorso e di realizzare presto il loro desiderio di esprimere esteriormente il sesso che sentono da sempre come il proprio”.

Una frecciatina poi anche alla polemica contro Fedez e le presunte censure che avrebbero voluto imporre al rapper milanese nel corso del suo intervento al concerto del 1 Maggio:

“Scopro solo ora, vedendo la puntata in tv, che il mio augurio è stato cancellato. Questione di tempi televisivi? Direi che di tante sciocchezze che potevano essere editate è stata editato un importante messaggio di inclusione sociale. A quanto pare la Rai non è la sola a censurare… e non è la prima volta che mi capita… ripeto, grande delusione”

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