L’atlante del corpo umano: Genitali femminili

Beatrice Della Longa
  • Esperta in TV e Spettacolo
18/03/2021

Scopriamo l’anatomia del corpo umano! In questo articolo, in particolare, vedremo come funziona l’apparato genitale femminile: l’insieme degli organi e delle strutture che provvedono allo svolgimento dell’atto sessuale e al concepimento, che costituisce una delle parti più delicate del corpo femminile.

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Esistono due diversi apparati riproduttivi: l’apparato genitale femminile e quello maschile, espressione del dimorfismo sessuale della specie. Essi rappresentano i caratteri sessuali primari, ai quali si associano altri caratteri, più o meno pronunciati, presenti in altri apparati (osteoarticolare, muscolare, tegumentario) e denominati caratteri sessuali secondari.

I due diversi apparati hanno un comune schema generale: in ambedue si trovano due organi simmetrici, detti principali, le gonadi, destinati a produrre i gameti, cioè le cellule sessuali. A essi si aggiungono organi che nel maschio veicolano all‘esterno gli spermatozoi, mentre nella femmina portano prima all’interno (nella cavità uterina) poi all’esterno il prodotto del concepimento. Tale complesso di formazioni è detto in ambedue i casi canale genitale.

Apparato genitale femminile

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Le gonadi sono rappresentate nella donna dalle ovaie poste nella piccola pelvi e collegate all’utero dal legamento utero-ovarico. Dopo la pubertà si possono vedere sulla loro superficie follicoli oofori in varie fasi di sviluppo. In genere l’ovulazione interessa un follicolo alla volta, altrimenti si parla di ovulazione plurima.

Le tube uterine (o salpingi uterine, o tube di Falloppio) sono due condotti che collegano l’ovaio all’utero. L‘ovaio risulta avvolto da formazioni a frangia, dette fimbrie, senza che vi sia tra le due formazioni una continuità totale, infatti è possibile che l’uovo emesso dalla gonade non venga “risucchiato” dalla tuba, ma “cada” nella cavità addominale, cosa che, qualora l’uovo fosse stato fecondato, darebbe luogo a una gravidanza addominale (evenienza peraltro rara). Dopo il tratto iniziale a frangia, le tube uterine si portano verso l’utero aumentando lievemente di diametro.

L’utero è posto al centro della pelvi, quasi del tutto avvolto da peritoneo, e consta di un fondo ai cui lati si innestano le tube, di un corpo, in genere lievemente flesso in avanti e appoggiato sulla vescica, e di un collo che si infigge nel pavimento pelvico, sporgendo in vagina con la cervice. L’utero è un organo mobile: pur restando in sede, può variare l’orientamento in conseguenza di numerosi fattori (per esempio, l’età, il numero di gravidanze, la stazione eretta o supina ecc.). La parete dell’utero è il proseguimento di quella tubarica, ma lo spessore risulta enormemente aumentato, specie nella tonaca muscolare (miometrio). Il rivestimento interno varia d’aspetto durante il ciclo mestruale: infatti l’endometrio va incontro ad accrescimento e sfaldamento ciclici, se non interviene una gravidanza.

La vagina è un canale il cui lume è virtuale; le sue pareti sono normalmente accollate l’una all’altra, ma si distendono durante il coito e nel corso del parto. Accoglie il collo dell’utero (i recessi circostanti sono detti fornici) e si apre all’esterno nel vestibolo della vulva. L’orifizio ha diverse conformazioni, e può essere chiuso o meno dall’imene, secondo conformazioni individuali che prescindono dai rapporti sessuali avuti.

La vulva è un rilievo che occupa lo spazio compreso tra la sinfisi pubica e l’orifizio anale. Comprende il monte di Venere, le grandi labbra e le piccole labbra, separate tra loro da un solco abbastanza netto. La faccia interna delle piccole labbra prosegue nel vestibolo della vagina; a livello della commessura tra le piccole labbra, all’interno delle grandi labbra, si trova la clitoride, organo erettile. Alla mucosa del vestibolo sono invece annesse formazioni ghiandolari, e in particolare le ghiandole di Bartolini.