Taglio cesareo, addio cicatrice

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20/02/2021

La cicatrice lasciata dal taglio cesareo molto spesso può essere antiestetica e causare disagio a chi ne ha una. Per questo motivo, scopriamo insieme delle piccole cure per riuscire a rendere questo tipo di cicatrice il meno evidente possibile.

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Anche se lineare e ben nascosta anche dal bikini, la cicatrice che lascia un parto cesareo è raramente una bella cicatrice. “E questo per due ragioni”, dice Marco Klinger, professore di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica presso l’Università degli Studi di Milano – Istituto Clinico Humanitas. Ecco quali sono:

“La prima è che bisogna accostare due lembi di tessuto molto diversi tra loro: quello addominale, solitamente molto sottile proprio a causa della gravidanza, e quello pubico, costituzionalmente più spesso e adiposo. Suturare in queste condizioni può dar luogo a una sorta di scalino”.

Mentre invece:

“La seconda, è che chi ha subito un taglio cesareo difficilmente presta alla cicatrice, proprio per il momento che si trova a vivere, le cure e l’attenzione che questa meriterebbe per guarire al meglio”.


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Scopriamo in che modo poter curare una cicatrice da taglio cesareo.

Cicatrice da taglio cesareo: come curarla

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Per poter rendere la cicatrice da taglio cesareo il meno evidente possibile, si devono seguire alcune semplici regole; ma in cosa consistono queste “cure”?

In sostanza, in pochi minuti di massaggio al giorno e nella compressione della cicatrice, almeno durante la notte, con un cerotto di carta o microporoso, che serve ad evitare che la cicatrice sia ipertrofica, cioè si sviluppi troppo, diventando ancor più evidente. Marco Klinger aggiunge anche:

“Non bisogna dimenticare che la qualità delle cicatrici è pesantemente determinata da questioni genetiche, per cui ci sono persone che costituzionalmente sviluppano brutte cicatrici, anche quando si sono avute tutte le accortezze, mentre ce ne sono altre che tendono a non conservare segni”.

C’è però anche la possibilità di ricorrere alla chirurgia plastica, quest’ultima propone due soluzioni. La più tradizionale prevede di “ritagliare” la vecchia cicatrice, suturando su tessuti nuovi e con tutti i possibili accorgimenti in termini di fisioterapia e cura durante la convalescenza.

Se l’idea di sottoporti a un nuovo intervento chirurgico (anche se in day hospital e in anestesia locale) non ti entusiasma, sappi che il lipofilling rende i tessuti più “vitali”, attivandone la naturale rigenerazione e di conseguenza il miglioramento estetico della cicatrice. Kinger infatti sostiene che:

“L’effetto del lipofilling sulle cicatrici è quasi magico e arriva a cancellarle quasi completamente. Inoltre, è il trattamento ideale delle cicatrici dolenti, perché non comporta ulteriori cicatrici e per l’azione delle cellule staminali adulte naturalmente presenti nel grasso. Grazie a loro, dopo il lipofilling i tessuti sono più morbidi ed elastici, cosa che nella quasi totalità dei casi elimina completamente il dolore“.


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Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Wellness coach
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