Sindrome del “Bambino Nel Lettone”: cos’è e rimedi

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01/05/2021

Oggi, con la collaborazione della dott.ssa Mariangela Corrias, psicologa, formatrice, esperta in adozioni internazionali, in psicologia dell’età evolutiva e in psicosomatica, scopriamo pro e contro del far dormire i figli nel lettone! 

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L’abitudine di far dormire i figli nel lettone è molto diffusa e per molte coppie, diventa difficoltoso con il passare del tempo far sì che il proprio bambino dorma nel proprio lettino, un po’ per stanchezza un po’ per senso di protezione.

In altri casi però, questa situazione è una sorta di alibi per “evitare” l’intimità nella coppia e in casi estremi si arriva addirittura a creare una condizione di questo tipo: la mamma nel lettone con il piccolo, e il papà nel lettino.

Alcuni studiosi ritengono sia una scelta sconsigliabile mentre altri, ne sostengono i benefici. Negli ultimi anni sono state pubblicate ricerche che dimostrano come dormire nel lettone, possa essere positivo e rassicurante per il bambino nei primi anni di vita, favorendo la sua autonomia e sicurezza.


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La dottoressa e ricercatrice Margot Sunderland, direttrice del Centro per la Salute Mentale dei bambini di Londra, per esempio, propone il co-sleeping (dormire insieme) ma ogni situazione è diversa dall’altra e come tale va valutata.

Co-sleeping: non c’è una regola

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Il sonno è un momento delicato per il bambino. Alcuni si adattano bene al loro lettino e anzi sembrano preferirlo; altri sin da piccoli, hanno la necessità di maggiore rassicurazione e non riescono a riprendere il sonno quando si svegliano.

In questi casi il lettone può essere un aiuto, a patto che la decisione venga presa da entrambi i genitori, duri un tempo limitato e non metta in crisi l’intimità della coppia.

BNL: sindrome da “Bambino Nel Lettone”

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Per descrivere la situazione di una coppia che perde la propria intimità e del bambino che si sistema nel lettone, è stata proposta appunto la sindrome del “Bambino nel Lettone”.

In molte famiglie l’abitudine del figlio di dormire con mamma e papà, si trasforma in una vera schiavitù per i genitori. Il papà viene così relegato nel lettino del bimbo, anche perché quando il piccolo cresce, dormire in tre in un letto matrimoniale, diventa impegnativo.

Difficoltà matrimoniali

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Può esserci un collegamento fra le difficoltà matrimoniali e la presenza del bambino a letto, in particolare se la coppia non è d’accordo nella scelta e se questa abitudine, prosegue anche quando il figlio diventa più grandicello.

Bisogna fare attenzione che quest’abitudine non sia un modo inconsapevole per evitare la relazione con il partner. In questi casi il bambino rischia di diventare una specie di sostituto affettivo, col risultato di creare una grande confusione e allontanare sempre di più la coppia.

Quando un genitore non è d’accordo

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In una coppia il dialogo e l’ascolto sono indispensabili. Le scelte relative all’educazione dei figli dovrebbero essere condivise e non imposte da uno dei due partner.

Spesso accade che, alla nascita del figlio, la mamma si dedichi totalmente all’accudimento del bambino e il papà si senta trascurato. Quando non ci si capisce non è mai responsabilità di uno solo dei due; allora occorre fermarsi e comunicare con chiarezza e semplicità ciò che si pensa e si desidera.


Arianna Preciballe
Laureata in Fashion Design
Esperta di: Diete e cura degli inestetismi
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