Procreazione assistita: raccontarlo ad un figlio?

Vito Girelli
  • Dott. in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa

La procreazione assistita è un grande aiuto per le coppie che non riescono ad avere figli ma, ci si chiede, è corretto dirlo ad un figlio? Scopriamo cosa ne pensano gli esperti.

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“Dalla nostra ricerca è emerso che poco dopo il parto tutte le coppie, PMA e non, manifestano simili livelli d’ansietà ma al 3° mese di vita del bambino, le mamme e i papà PMA stanno decisamente meglio degli altri, minori sono le depressioni materne, minore il peso della fatica dell’accudimento percepito. Dipende dal fatto che le coppie PMA hanno già vissuto le difficoltà delle cure, le frustrazioni, le delusioni e si ritrovano in qualche modo più preparati all’evento che, pur lieto, può essere inizialmente un po’ troppo rivoluzionario per la vita di tante coppie”.

Ma il rischio di trattare il bimbo, così prezioso, come una fragile porcellana è dietro l’angolo.

“I genitori PMA tendono a sentirsi inadeguati e a mettere in atto comportamenti un po’ più ansiosi nei confronti del bambino rispetto agli altri” continua la psicologa.

“Questo sentimento di inadeguatezza, la condizione di diversità, dura circa fino al primo compleanno del figlio. Poi, pian piano, quando intorno ai 2 anni vedono che il bimbo sta crescendo bene, parla e cammina, si tranquillizzano. Nonostante non ci sia alcun motivo di supporre che il bambino possa essere malato, spesso le coppie PMA continuano a vivere l’infertilità come una malattia che li rende insicuri nelle loro funzioni genitoriali”.

Il racconto della nascita: come farlo

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Come sono nato, mamma? Prima o poi lo chiede ogni bambino e ogni mamma racconta la favola che meglio crede, a seconda dell’età del figlio e delle propria cultura. Può far paura, questa domanda, alle mamme che per avere quel bimbo sono ricorse alla fecondazione assistita?

“Oggi, non ci si vergogna per fortuna più, di dire che non si possono avere figli e la PMA è sempre meno un segreto custodito all’interno della coppia.L’80% circa dei genitori della nostra ricerca ha dichiarato che, arrivato il momento, dirà al bambino la verità, per fargli capire quanto è stato desiderato”.

Una confessione importante, ma che esclude ogni idea di concepimento legato alla sessualità. “È un aspetto sul quale interrogarsi e riflettere”, conclude la dottoressa Fagandini. “I figli hanno bisogno di crescere in una coppia sessuata, dove mamma e papà sono anche due adulti che si amano e fanno l’amore”.