Problemi del linguaggio nel bambino: i campanelli d’allarme

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20/01/2021

Quando un bambino ha difficoltà nello sviluppo del linguaggio è fondamentale un intervento tempestivo. Solitamente la mamma è la prima ad accorgersi se c’è qualcosa che non va

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Niente ansie, se il bambino ha problemi di linguaggio: le soluzioni ci sono.

“Si possono risolvere bene”, spiega Tiziana Rossetto, presidente della F.l.I., Federazione logopedisti italiani, “a patto di coglierne tempestivamente i segnali in modo da intervenire presto, prima dell’inizio della scuola”.

I bimbi che non parlano bene infatti hanno bisogno di più tempo per imparare a leggere e a scrivere rispetto ai compagni di classe che non hanno lo stesso disturbo.

“Per arrivare a una diagnosi in tempi rapidi è indispensabile la prevenzione e in questo è fondamentale il ruolo della mamma, principale figura nella sua evoluzione”, aggiunge la dottoressa Rossetto. “Lei per prima infatti può capire se il suo bimbo comunica e si esprime in modo corretto rispetto alla sua età. E questo già a un anno.”


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Quali possono essere i campanelli d’allarme?

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Se il tuo piccolo ha un anno, fai attenzione a come comunica e se dimostra attenzione e interesse per l’ambiente, i suoni e le persone.

È importante infatti che chieda, anche a modo suo, di essere coinvolto nelle conversazioni. A questa età, le parole che dice sono poche, come “mamma” e “papà”, ma cerca di chiacchierare con le poche sillabe che sa articolare, le modula con toni alti e bassi, a volte quasi borbottando tra sé e sé e accompagna il suo chiacchierio con sguardi, smorfie, sorrisi e gesti.

A due anni invece il bimbo pronuncia frasi comprensibili a tutti, anche se brevi e incomplete, e non solo a genitori e nonni che sono sempre i migliori “traduttori”.

Per fare una prova, mentre gioca domandagli che cosa sta facendo. La sua risposta può essere ad esempio “gioco palla”. Non va bene se invece dice “pa-a”, per spiegare che sta giocando con la palla.

A tre anni infine, devi sentire uno specialista se il suo vocabolario è di poche parole a volte incomprensibili e si esprime con frasi più simili a quelle che si direbbero a due anni, incomplete delle principali parti grammaticali come articoli o preposizioni. Dovrebbe invece saper dire frasi più complesse come: “posso andare a giocare a casa di Marco?


Caterina Mora
Laureata in Biologia della nutrizione
Beauty consultant
Wellness consultant
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