Primo giorno di scuola: 10 regole da seguire

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29/04/2021

Il momento fatidico della campanella dunque sta per arrivare e con esso, cresce anche l’apprensione delle mamme. Per i bambini l’ostacolo da superare è l’angoscia per la separazione dalla casa, dalla sua mamma, da posti e persone che gli infondono sicurezza e tranquillità. Per questo motivo è necessario prepararlo prima alla routine scolastica in maniera positiva

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Preparare vostro figlio in maniera positiva, per evitare pianti, comportamenti esagerati o persino malesseri è fondamentale; mal di pancia, mal di testa, ma anche febbricola, mal di denti, mal d’orecchie saranno tutti disturbi destinati a “svanire” nel fine settimana o nei periodi di vacanza.

Se il bimbo passa dalla scuola materna alla primaria, l’impatto probabilmente sarà meno traumatico perché sarà già abituato agli orari, alle regole ed al concetto di responsabilità e di “classe”. Ecco alcuni consigli per rendere questa nuova esperienza meno traumatica:

  1. Dialoga con tuo figlio in modo sereno, naturale, positivo e concreto: come si chiama la maestra, che cosa farà, quali saranno i ritmi delle sue future giornate… Raccontagli anche la tua esperienza di quando eri piccola, l’emozione del tuo primo giorno, svanita poi quando hai conosciuto nuovi amici. Digli che sei fiera di lui perché sta diventando grande, e fagli capire che la sera, troverà sempre mamma e papà a casa per stare insieme e raccontarsi la giornata.
  2. Se la mattina il bimbo fa i capricci, insisti per mandarlo regolarmente a scuola perché la frequenza giornaliera e la routine sono importantissimi per abituarlo a questa nuova situazione. Non lasciare mai che le sue “lagne” ti commuovano, ma rassicuralo dicendogli che potrà giocare e divertirsi assieme ai suoi coetanei ogni giorno, per poi tornare a casa e raccontare tutto a mamma e papà. Inoltre, quando è a casa ed è particolarmente calmo, chiedigli con dolcezza cosa lo spaventa della scuola, per cercare di capire le sue angosce e incoraggiarlo ad affrontarle, con semplicità e naturalezza. Anche se sei preoccupata, cerca di non trasferire la tua paura a tuo figlio perché lo renderesti ancora più nervoso.
  3. Qualche giorno prima della scuola, descrivigli l’attività che si appresta a svolgere come un’emozionante avventura che potrà vivere con i suoi compagni di classe e con la maestra che farà da guida in questo nuovo percorso che lo porterà alla “vittoria” finale di una sorta di “premio promozione”. Insomma, spiegagli che quella nuova esperienza sarà davvero spassosa.
  4. Quella divisa tanto odiata dai bambini, il grembiulino, compralo comodo e spiega a tuo figlio che tutti i suoi compagni ne indosseranno uno uguale, quasi come la maglia di una squadra dove “giocheranno” tutti assieme; in questo modo lo spronerai a far parte del “gruppo” stimolandolo a socializzare. Per molti bambini indossare il grembiule rappresenta una forzatura rispetto ai vestiti più comodi e colorati di tutti i giorni. In tal caso, mostragli una foto del tuo primo giorno di scuola e del grembiulino che indossavi tu per combattere questa naturale “ribellione” alla divisa scolastica.
  5. Compra insieme a tuo figlio il materiale scolastico, lo zainetto, i quaderni, l’album da disegno, i pennarelli. Fai scegliere a lui quelli che più gli piacciono spiegandogli che quegli oggetti li userà solo lui, e che penne e fogli sono materiali che usano anche i “grandi” per lavorare.
  6. Il primo giorno, se possibile, accompagnalo a scuola insieme al papà per farlo sentire sicuro e per fargli capire che entrambi volete condividere quella giornata così importante per lui. Poi, uno dei due genitori sarà meno teso e potrà aiutare l’altro a calmare le proprie ansie.
  7. Se il piccolo piange al momento del distacco, evita di farti prendere dall’emozione e non assecondarlo nel voler ritornare a casa. Lascia che porti con sé un giocattolo o un peluche, affinché quell’oggetto familiare possa aiutarlo a sentirsi a proprio agio.
  8. Se vuoi che si ambienti e se la maestra lo consente, resta con tuo figlio qualche minuto in classe prima della lezione, ma senza esagerare perché deve capire che la scuola è un luogo dedicato solo ai bambini e i grandi, non ci possono stare. Evita però di “abbandonare” il bambino a scuola andando via di nascosto, perché potresti scatenare reazioni e crisi di pianto. Gli psicologi suggeriscono di attendere qualche minuto fuori dalla classe e di avvertire il bambino che si sta per andare via, in modo da non farlo sentire abbandonato e tradito.
  9. Sii puntuale nell’accompagnarlo, perché la scuola è diversa dall’asilo e per fare in modo che tuo figlio veda anche gli altri genitori lasciare i bambini a scuola al suono della campanella. In questo modo capiranno che è del tutto normale che le mamme ed i papà lo lascino solo. Ma non tardare all’uscita di scuola, perché quel ritardo può essere fonte d’angoscia per il bimbo che vede tutti gli altri andarsene, mentre lui rimarrebbe solo con la maestra.
  10. All’uscita, accogli sempre tuo figlio con entusiasmo, con un sorriso e anche con un abbraccio o un bacio. Dopo una giornata tra i banchi, questi gesti affettuosi lo ricondurranno alla fisicità che da sempre vi tiene legati, il vostro primo canale di comunicazione, che continuerà ad avere la sua importanza. Quindi un abbraccio e un bacio, rappresentano le parole dette con il corpo che comunicano a tuo figlio quanto lo ami e quanto ci tieni a lui.


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Il ritorno a casa: chiedere sempre come è andata

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Cos’ha imparato, quali sono le sue esperienze perché condividerle con te, lo renderà più voglioso d’imparare e di aprirsi. Se invece non vuole parlarne, non forzarlo, perché i bambini a quell’età vivono emozioni contrastanti, e se non ti racconta tutto in quel momento, magari lo farà successivamente, quando è più tranquillo o ne ha voglia.

Se il problema non è legato ad altre tensioni psicologiche di fondo, l’ansia per la scuola svanisce nel giro di poche settimane e non necessita di interventi drastici immediati (darla vinta al bambino, cambiare scuola, tenere a casa il piccolo). La paura della scuola è un percorso normale, anche se in parte sofferto, che i bambini devono compiere per rendersi indipendenti dall’ambiente domestico e per inserirsi nella vita sociale.


Vito Girelli
Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa
Esperto in: Benessere e Lifestyle
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