Come prevenire l’obesità nei bambini, cause e corretta alimentazione

Come gestire l’alimentazione dei bambini per prevenire il rischio di obesità. Con la collaborazione della Professoressa Maria Pia Villa, Responsabile dell’unità di Pediatria ospedale S. Andrea di Roma, e della dottoressa Alessandra Macari, Responsabile dell’Ambulatorio di prevenzione dell’obesità in età evolutiva ospedale S. Andrea di Roma.

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I genitori italiani predicano bene ma razzolano male in fatto di alimentazione dei propri pargoli. Secondo un recente studio condotto da Ipsos per Save The Children e Mondelez, due genitori su tre dichiarano di conoscere le regole alimentari di base ma poi, messi alla prova, commettono diversi errori a tavola, tanto che, dalle loro interviste, è emerso che un terzo della popolazione infantile è in sovrappeso o addirittura obesa. Ma quando si tratta di valutare lo stato del proprio infante, solo uno su dieci riconosce l’anomalia. Eppure qualche sirena suona già l’allarme.

All’ospedale S. Andrea di Roma è stato attivato da alcuni anni un ambulatorio di prevenzione dell’obesità per aiutare le famiglie alle prese con il problema che la professoressa Maria Pia Villa, Responsabile dell’unità di Pediatria dell’ospedale, definisce come “già molto critico”.


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“Negli ultimi 10 anni – descrive – abbiamo assistito a un peggioramento della situazione: obesità e sovrappeso sono divenuti una criticità frequente. La soluzione va ricercata non solo sul piano medico ma anche su altri livelli: da quello culturale a quello sociale ed economico”.

Così, come in molti altri Paesi occidentali, vedi in America del Nord o del Sud, la quota di bambini over size è riscontrabile soprattutto nelle classi sociali più basse. Il primo imputato anche in Italia per questo fenomeno è il junk food, vale a dire il cibo spazzatura, a seguire l’impossibilità economica o organizzativa per alcune famiglie di iscrivere i ragazzi a un’attività sportiva extrascolastica.

La causa va cercata in famiglia

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“I casi più difficili da curare – continua la pediatra – sono quelli in cui nel nucleo familiare del bambino obeso ci sono anche i genitori o i fratelli più grandi con lo stesso disturbo. Sono principalmente i papà e le mamme a non riconoscere il problema e quindi a non voler cambiare le proprie abitudini alimentari”.

Al centro dell’analisi c’è perciò la cattiva comunicazione e insieme lo scorretto rapporto con gli alimenti all’interno delle mura domestiche.

“Sul cibo – spiega Villa – vengono scaricate dai ragazzi tutte le ansie e i malesseri vissuti. Per colpa dell’inadeguata alimentazione assistiamo alla crescita delle malattie come l’iperattività o la depressione anche in età precoce (10-12 anni). Per questo abbiamo introdotto un percorso ad hoc per ragazzi con problemi di alimentazione. È una situazione allarmante perché non ci rendiamo conto che obesità e sovrappeso in età infantile sono sinonimo di veloce deterioramento della salute”.


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L’importante per gli esperti, a questo punto, non è puntare il dito contro l’eccessiva assunzione di cibo da parte dei nostri ragazzi ma la diffusione di quello sbagliato e dannoso. Ad esempio, la prima mossa che all’ambulatorio anti obesità viene tentata è l’introduzione della frutta, quale alimento cardine della merenda, l’eliminazione dei cibi preconfezionati e il riequilibrio del metabolismo dei bambini.

Il buongiorno comincia dal mattino

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La prima colazione, uno dei pasti principali non solo in età evolutiva, viene saltata a piè pari dal 9% dei ragazzi, mentre il 16% si limita a consumarla a volte sì, a volte no. Con il crescere dell’età inoltre l’abitudine è quella di farla direttamente al bar con brioche e cappuccino, niente di più scorretto.

“Per cominciare – racconta la Professoressa – bisogna lavorare sull’abitudine di fare colazione non con un cornetto, troppo ricco di grassi, ma con una fetta di pane burro e marmellata. Sembrerà strano ma l’uso del burro, senza esagerare, può essere utile anche nella dieta dei ragazzi con sovrappeso, perché stimola il metabolismo, dà sazietà e riduce la fame”.

Sì, quindi, a pane burro e marmellata, uno yogurt e frutta a pezzi o frullata. Promosso anche il ciambellone fatto in casa accompagnato da the, tisane o latte. In alternativa un panino al prosciutto, se il bambino preferisce il salato al mattino.