Perché mio figlio non si confida con me?

Molto spesso accade che un genitore si accorga che il proprio figlio ha qualcosa che non va. In questi casi però, può succedere che il bambino non abbia voglia di confidarsi con il genitore. Scopriamo quindi tutto quello che si può, e non si può fare in queste circostanze.

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A volte sono muti come pesci e chiusi come ostriche, altre sembrano voler chiedere consiglio, ma poi non lo fanno. La causa di tale comportamento è la scarsa confidenza che i figli hanno con i genitori: mamma e papà si rendono conto che qualche problema li assilla e li stimolano ad aprirsi, ma inutilmente.

Spesso, in risposta alle loro domande, ricevono un “No, tutto ok”, oppure “Perché ci dovrebbe essere qualcosa che non va?”. Di seguito scopriamo insieme come comportarsi in questi casi.

Confidenze figlio madre sotto i 6 anni

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È fondamentale ottenere la loro fiducia fin da piccoli. Anche se hanno solo due o tre anni, i bambini capiscono se possono confidare i loro dispiaceri. I genitori devono mostrare interesse anche per problemi che ai loro occhi di adulti sono poco significativi.


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Che cosa fare? Fare di tutto per ascoltare i figli, prestare loro attenzione ed essere “tutto orecchi” quando devono dire qualcosa che per loro è importante; cercare di ritornare bambini e sforzarsi di ragionare con la loro testa.

Che cosa non fare? Rispondere con indifferenza e con poca considerazione, definire sciocchezze i loro crucci, sbuffare e fare battute ironiche. Il piccolo non le intende come tali, ma come offese e critiche alla sua persona.

Confidenze figlio madre sotto dai 6 ai 12 anni

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Quando i bambini cominciano ad andare a scuola, è più difficile avere un dialogo sereno, perché i genitori diventano più rigidi. Mamma e papà esigono buoni risultati a scuola, tendono a ostacolarli se iniziano a mostrare i primi segni di indipendenza nei loro confronti.

Che cosa fare? Dare sempre l’impressione di essere interessati alla loro vita, sia scolastica sia sociale. Mettere da parte i propri problemi personali e avere un po’ di tempo per aiutarli a risolvere i loro grattacapi.

Che cosa non fare? Reagire in modo eccessivo a comportamenti apparentemente “strani”; sgridarli o punirli quando non sono all’altezza delle vostre aspettative, soprattutto se si sono impegnati a fare del loro meglio.


Anna Vitale
  • Laureata in Scienze della Comunicazione digitale e d’impresa
  • Wellness coach
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