Paura nei bambini: i cattivi delle fiabe vanno censurati?

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25/02/2021

Con la consulenza del dott. Carlo Lazzari, psicologo e psicoterapeuta a Roma, abbiamo affrontato il tema della paura nei bambini e in che modo i cartoni animati e le fiabe possono diventare un alleato contro la paura e la comprensione dei sentimenti spaventosi.

Fiaba


La Regina delle Nevi rapisce i ragazzi, l’Orco di Pollicino divora i suoi figli: le nostre fiabe parlano di personaggi cattivissimi, capaci di compiere qualsiasi crudeltà.

Per questo motivo molti genitori sono contrari a raccontarle ai propri bambini. Eppure psicologi e pedagogisti hanno convinzioni opposte: le favole, secondo loro, anche le più violente, sono meravigliose lezioni di vita perché aiutano ad affrontare le proprie paure e a dominarle.

Attraverso lupi e orchi i piccoli imparano che il male c’è, ma lo si può combattere con l’aiuto di qualcuno più forte oppure grazie ai propri poteri magici che, spesso, sono le risorse personali: intelligenza, pazienza, volontà. E così si cresce e si impara a gestire l’inquietudine, una forza naturalmente presente nella nostra vita.


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Le fiabe ci insegnano che per imparare a superare dolori e timori dobbiamo conviverci, riconoscerli come parte di noi, renderli nostri alleati, sfruttando a nostro vantaggio la carica emozionale che ci trasmettono: la fiaba insegna a noi genitori e ai nostri figli a non stare immobili in un angolo, rifiutando la sfida, ma ad agire e reagire trasformando il problema in opportunità.

Di cosa hanno paura i bambini

Fiaba

I piccoli temono l’acqua, il fuoco, il buio, i fantasmi, il terremoto, il tuono, sono spaventati dalle persone reali, come i ladri, ma anche dai personaggi immaginari, come i protagonisti di certi cartoni animati.

L’elenco delle loro paure è lunghissimo: dai gatti ai cavalli, dai pipistrelli ai ragni; talvolta si tratta di inquietudini semplici, altre volte di mostri contemporanei come gli alieni di Avatar.

Anche gli animali hanno paura, i cuccioli di varie specie reagiscono con spavento ai temporali, agli incendi, il loro corpo di fronte al pericolo o a ciò che incute timore va incontro a una serie di reazioni incontrollabili: tensione muscolare, accelerazione del battito cardiaco, sudore.

Le stesse cose accadono ai bimbi che reagiscono con il batticuore, il respiro affannoso, lo stomaco contratto agli stimoli che incutono terrore. Ma la caratteristica più interessante della paura infantile e umana in genere è un’altra e cioè che, assai spesso, il pericolo non è esterno, ma interno; non proviene dalle insidie del mondo reale, ma dalle nostre percezioni, dalla nostra fantasia.


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Ed è per questa ragione che l’elenco dei timori dei piccoli è piuttosto lungo e spazia dalle ombre agli orchi, dal diavolo ai ladri che possono arrivare da un momento all’altro, dai lupi mannari ai draghi.

C’è poi da considerare che i bambini più grandi con raffinate organizzazioni psicologiche sono angosciati da tante “brutte” fantasie relative alle persone care: la paura di essere abbandonati o di cadere o di perdersi.


Vito Girelli
Laurea Magistrale in Comunicazione pubblica, digitale e d'impresa
Esperto in: Benessere e Lifestyle
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